Omicidio Rosboch, troppe bugie dalla madre di Gabriele: resta complice?

04 marzo 2016 ore 10:36, Americo Mascarucci
Omicidio di Gloria Rosboch l’attenzione degli inquirenti sembra ora concentrata su Caterina Abbattista la madre di Gabriele Defilippi, il ragazzo di 21 anni accusato dell’omicidio dell’insegnante francese in complicità con l'amico Roberto Obert.
La donna è in carcere con l’accusa di concorso in omicidio per aver aiutato il figlio e il suo complice ad occultare il corpo della Rosboch  e secondo gli inquirenti sarebbero molte le bugie raccontate dalla madre del presunto omicida.
Caterina Abbattista ha infatti riferito durante gli interrogatori ai carabinieri di aver ricevuto più volte Gloria in casa sua e che questa, relativamente alla presunta truffa da 187 mila euro subita da parte di Gabriele da cui era scaturita anche una denuncia ritenuta dall'accusa il movente dell'omicidio, avrebbe riferito di aver ricevuto rassicurazioni dalla professoressa e dal figlio al riguardo: Gloria le avrebbe riferita che in realtà si trattava soltanto di una scusa detta ai suoi genitori per giustificare l’ammanco sul conto corrente. Secondo gli inquirenti però le email di Gloria e le testimonianze dei vicini di casa di Catwerina sembrerebbero escludere visite dalla professoressa alla madre di Gabriele o che fra le due vi fossero rapporti di confidenza. 

Omicidio Rosboch, troppe bugie dalla madre di Gabriele: resta complice?
Non reggerebbe nemmeno l’alibi della donna quel 13 gennaio giorno in cui Gloria è scomparsa. Caterina riferì di trovarsi a Gassino e poi di essere andata a lavorare alla struttura sanitaria di Ivrea dove è impiegata. Però quel giorno il suo telefono aggancerebbe la cella di Rivarolo. 
Sempre quel giorno la madre di Gabriele dichiara di aver  lavorato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ivrea nel turno 15-23 come testimonia il badge timbrato in entrata alle 14.47 e in uscita alle 22.55 ma il suo telefono alle 19.19 si aggancia alle celle di Montalenghe per 14,60 secondi. Secondo gli inquirenti  questa sarebbe la conferma più evidente del fatto che la donna potrebbe aver aiutato il figlio e Roberto Obert a sbarazzarsi dei vestiti e degli effetti personali della professoressa nel frattempo uccisa e gettata nella cisterna dove sarà ritrovata dopo un mese. 
Intanto però i suoi avvocati continuano a sostenere che la donna non c’entra nulla con l’omicidio e hanno chiesto la scarcerazione al Tribunale del Riesame.
Anche Gabriele e il suo presunto complice, accusandosi a vicenda hanno finora escluso qualsiasi coinvolgimento della donna nell'omicidio.  

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]