Dal Family day al Family dai, l'intervento di padre Giacobbe Elia

04 marzo 2016 ore 14:38, intelligo

Fabio Torriero, direttore di IntellegoNews, che mercoledì mattina a piazza Montecitorio, presso la sala del Capranichetta, ha aperto e moderato il vivace dibattito politico-culturale sulle forme e gli strumenti più utili a rappresentare il popolo del Family Day, lanciava con un incisivo slogan una suggestiva provocazione “Dal Family day al Family dai”, ricordando che “politici e Curia”, prima distaccati, hanno finito per inseguire la straripante piazza del 30 gennaio scorso, mentre sui media continua a crescere la dittatura del pensiero unico laicista, che, incurante della realtà, confonde il desiderio con il diritto.

“Il nuovo fascismo – tuonava Pasolini– è l’omologazione repressiva finto-tollerante. È il nuovo edonismo di massa”, che conosce un solo soggetto il consumatore. È ormai evidente che queste premesse sono coerentemente

Dal Family day al Family dai, l'intervento di padre Giacobbe Elia
approdate alle derive di una nuova antropologia che, mentre dice di rivendicare per l’uomo una libertà assoluta, accetta in silenzio che egli sia guidato, strattonato e umiliato da una classe politica che lo governa senza alcuna legittimazione. Una classe politica che impone con urgenza leggi di cui il Paese reale non sente alcun bisogno, mentre è lasciato da anni in una condizione di preoccupante indigenza che colpisce le fasce più deboli e le risorse più promettenti, rendendosi responsabile dei suicidi degli imprenditori disperati e della “fuga dei cervelli”. Ma la dittatura del pensiero unico non tollera di confrontarsi con la realtà e nei dibattiti televisivi – lo denunciava Costanza Miriano – arriva demagogicamente a negare i diritti civili di cui già godono le coppie di fatto, ripetendo inesattezze e bugie sulla loro presunta violazione, atte a suscitare una protezione emotiva nei loro confronti, quasi fossero discriminate, mentre non lo sono affatto.Ci siamo trovati a dar voce al Paese reale – ha detto Simone Pillon, presente anche come portavoce di Massimo Gandolfini – che è molto diverso da quello rappresentato dai media. Esso ci chiede di dar voce a un’antropologia diversa da quella edonistica e individualista, che si vede imposta e che spinge molti sfiduciati a rinunciare persino ad esprimere il loro voto nelle scelte elettorali. Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, ha sottolineato la necessità di ricreare uno spazio d’incontro dove rigenerare una nuova classe politica e l’impegno per organizzare i comitati referendari, visto che Renzi ha politicizzato il referendum, nel momento stesso in cui ne ha fatto una battaglia personale legata al suo futuro politico.Il frizzante Toni Brandi, presidente di Pro Vita, ha proposto di boicottare i capitalisti che sostengono le lobby LGBT, ricordando che nel mondo ben 160 paesi su 182 vogliono la famiglia naturale.

Il deputato Fabrizio Di Stefano, che ospitava il dibattito, presidente della Fondazione Cantiere Abruzzo-Italia, ha osservato che “senza Verdini, Renzi non ce l’avrebbe fatta” e che la politica non può non prendere atto dei bisogni di questa maggioranza silenziosa, che è il popolo del Family day. Ieri “La Croce” ha annunciato una notizia da molti attesa e sperata: la nascita (“dal basso, da centinaia di incontri fatti da Gianfranco Amato e da me in giro per l’Italia con migliaia di persone ad ogni incontro”) de “Il Popolo della Famiglia”. “Nasce questo partito – ha detto Mario Adinolfi a Marta Moriconi che lo intervistava - in accordo con molti esponenti importanti di questa mobilitazione, con una forte ragione unitaria e senza ostilità con nessuno”. 

“Senza una rappresentanza politica, questo popolo che si era affidato a intermediari parlamentari, finisce tradito. Davanti al tradimento, e davanti al fatto che giovedì (25/2/2016) sono state approvate con ‘mozione di fiducia’ le unioni civili omosessuali, venerdì (26/2/2016) il Consiglio d’Europa ha chiesto immediatamente di infilare le adozioni dentro la norma, sabato e domenica l’abbiamo passato a discutere sull’utero in affitto di Vendola, lunedì (29/2/2016) è arrivata la notizia della legge sulle adozioni proposta da Serracchiani-Boschi per tutti compresi single e omosessuali, martedì (01/3/2016) sono andati in Commissione il divorzio lampo perché il divorzio breve non basta più, e oggi (03/3/2016) va in discussione in una Commissione alla Camera la legge sull’eutanasia, non dimenticando che la settimana è stata infarcita dalla sentenza del Tribunale che inventa la stepchild adoption incrociata per una coppia omosessuale, o qui si metteva un argine dicendo che c’è un popolo che vuole rispondere, o non voglio neanche pensare a cosa succederà se passeranno mesi”. 

Non c’è dubbio che si tratta di una scelta coraggiosa, che creerà imbarazzo e – credo – forte irritazione nei politici di professione, soprattutto quelli che si dicono cattolici e sono prontissimi a girare le spalle a Colui che giudica senza riguardi personali e che ha dato la vita per noi uomini e per la nostra salvezza e a sostenere “il Signore del mondo” per brama di una poltrona e di un potere che non è al servizio né di Dio né dell’uomo. Aprendo i lavori, Fabio Torriero auspicava la nascita di una Solidarnosc italiana capace di dare voce al Circo Massimo, opponendo alla società radicale di massa, che Renzi va costruendo con zelo (“basta collegare tutte le leggi del governo, dallo ius soli, al divorzio breve, dalla liberalizzazione delle droghe leggere al doppio cognome, dalle depenalizzazioni a 360 gradi alle adozioni gay, alle unioni civili e presto, anche all’eutanasia”), la società naturale di massa. Vedremo.

autore / intelligo
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