Lo storico inviato di guerra Capuozzo: "Gli Usa premono per un intervento italiano”

04 marzo 2016 ore 14:41, Lucia Bigozzi
“Il cambio di passo in Libia c’è stato col bombardamento americano. Gli Usa premono per un intervento italiano”. Così Toni Capuozzo, giornalista e scrittore esperto di scenari di guerra, legge le mappe della Libia dopo l’uccisione dei due ostaggi italiani e il pressing a stelle e strisce per un blitz militare che coinvolga anche il nostro Paese. Nella conversazione con Intelligonews, anticipa cosa potrebbe succedere e a cosa l’Italia starebbe preparandosi. 

Cosa sta succedendo in Libia e quali rischi per l’Italia dopo l’uccisione dei due ostaggi? 

«Non sta succedendo niente di diverso da quello che succedeva quindici giorni fa. Il cambio di passo è stato il bombardamento americano a metà febbraio che ha portato all’intervento delle milizie di Alba Libica. Lo scenario è che si va verso una situazione in cui c’è una guerra aperta tra le milizie di Fajr e lo Stato islamico. Non mi sembra che da parte del governo di Tripoli e del governo di Tobruk ci sia nessun passo indietro rispetto al governo promosso dall’Onu che resta poco più che un governo di residenti all’estero. C’è poi un evidente tentativo da parte degli Stati Uniti di accelerare un intervento italiano».

Come? E a cosa serve?

«A me sembra che Renzi stia preparando il terreno a una presenza molto contenuta, che vuol dire qualcosa di simile a quello che fanno già gli inglesi, ovvero piccoli gruppi speciali in grado di operare moltissimo a macchia di leopardo a protezione di pozzi o di istituzioni. Dall’altro lato, ci sono gli Stati Uniti che invece premono perché quando parlano di cinquemila uomini è chiaro che pensano a un intervento che a mio avviso risulterebbe avventuroso»

Ma l’Italia deve mettere piede in Libia o no come vorrebbe l’America? 

«In Libia noi abbiamo interessi italiani. Mettere i piedi in quella che può essere una palude è contrario alla difesa degli interessi nazionali in quel Paese. Anche gli interessi vanno curati con il tempo e secondo modalità opportune»

Sì, ma Renzi riuscirà a dire di no a Obama?

«Tutto deve andare di pari passo con una cosa che per il momento è molto difficile: un’intesa tra i governi di Tripoli e Tobruk, perchè mettere piede in Libia senza questa opzione, potrebbe essere sentito come ostile dai gruppi locali e certamente non andrebbe verso una stabilizzazione»

In tutto questo caos l’Isis ci sguazza?

«L’Isis ci sguazza nonostante si sia dimostrato sul terreno meno forte di quanto temuto. Ma sguazza nel disaccordo tra i governi di Tripoli e Tobruk, così come sguazza nella tensione tra Italia ed Egitto dopo la morte di Regeni essendo quel Paese il retroterra politico ed elettorale del governo di Tobruk»

Gli 007 europei hanno lanciato l’allarme terrorismo con un focus particolare sull’Italia. Quanto è realistico anche in una prospettiva di possibile presenza italiana in Libia?

«Se si compiranno interventi in Libia l’ipotesi di attentati in Italia diventa più concreta. Del resto, il problema degli attentati terroristici è un pericolo mai dormiente»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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