Utero in affitto, Cremaschi: "Il mercato è più pericoloso del Family Day"

04 marzo 2016 ore 15:32, Andrea De Angelis
Il parere di un sindacalista. Di chi ha sempre operato per la difesa dei diritti sociali. Cosa pensa del dibattito sui diritti civili e in particolare sulla pratica dell'utero in affitto? Giorgio Cremaschi ha così risposto nell'intervista a IntelligoNews...

Chi come lei è sempre stato in prima linea per la difesa dei diritti sociali come vede il tema dell'utero in affitto? Anch'esso è uno sfruttamento della persona?
"Da un lato questa discussione distoglie da temi più importanti come la crisi economica o la guerra terribile in cui stiamo precipitando in Libia. Onestamente mi colpisce che non si parla, non vi sia il minimo interesse verso quella che potrebbe essere una catastrofe se davvero, spero ancora di no, invieremo i soldati italiani in Libia. Faccio parte di un coordinamento che il 12 marzo manifesterà in tutta Italia contro la guerra. Vorrei avere un centesimo dell'interesse che i partiti hanno mostrato sulle unioni civili". 

Un'operazione studiata a tavolino secondo lei? O è il popolo ad essersi interessato?
"Non c'è dubbio che ci sia stata un'operazione mediatica per distogliere l'attenzione dai temi più drammatici. Poi è chiaro che sui temi civili ognuno si sente in diritto di intervenire, mentre sulla pace e sulla guerra si è più restii. Siamo in sostanza, almeno secondo me, dinanzi ad una colossale e volontaria opera di depistaggio. In una gerarchia la questione della guerra viene prima di tutte". 

Venendo al merito della questione?
"Sono favorevolissimo al matrimonio gay, sarebbe un'ipocrisia non farlo. Contemporaneamente sono contrario a qualsiasi forma di mercato sull'utero delle donne e a maggior ragione su quello che ne consegue, cioè sui figli. La questione non riguarda le coppie gay, può anche farlo tranquillamente una coppia etero. La questione riguarda il mercato". 

Pochi giorni fa Marco Rizzo in una nostra intervista a proposito dell'utero in affitto e dell'appoggio di parte della sinistra italiana ha detto che se questa è la sinistra lui non ne fa più parte. Registra un certo senso di smarrimento?
"Temo che i termini sinistra e destra siano largamente usurati, come il termine riforme. Nel mondo nomina la neolingua, le parole perdono il loro significato. Mentre è chiaro cos'è la destra ed è orribile, la sinistra oggi è tutto e il contrario di tutto. Soprattutto quella europea sta subendo un gigantesco trasformismo". 

Cosa emerge da questa vicenda delle unioni civili e della pratica dell'utero in affitto?
"Due fondamentalismi, per me entrambi da combattere. Uno odioso, ma in fondo più debole è quello del Family Day. Dell'ipocrisia di un tipo di famiglia esaltata, ma che non esiste più. Il mondo va in direzione diversa, è un fondamentalismo di stampo medievale. L'altro fondamentalismo è quello del mercato e anche a sinistra ho sentito dire che la donna deve essere libera di vendere il proprio utero. E no! Per fortuna ci sono state importante femministe, ne cito solo una ed è Luisa Muraro, che hanno contestato alla radice questo concetto. Quando c'è di mezzo il mercato nessuna scelta è libera. Mercato e scelte libere aprono una contraddizione di termini, sono un ossimoro. Se c'è di mezzo il mercato non c'è il dono, ma solo donne povere che per migliorare la loro condizione vendono ciò che hanno di più caro". 

Ci sarà una qualche differenza tra quelli che ha definito come due fondamentalismi?
"Il secondo, quello del mercato, oggi è più forte e pericoloso. Di là c'è un'idea medievale della famiglia, di qua quella che il mercato è santo di per sé. Credo che bisogna combatterle entrambe". 




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