La "santa alleanza" di Casini con Putin è anti-terrorismo

04 marzo 2016 ore 15:51, Americo Mascarucci
"Una santa alleanza contro il terrorismo che veda insieme Europa, Russia, Stati Uniti e paesi arabi"
La proposta arriva dal  presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini con un'intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino
"E'arrivato il momento di costruire una vera e propria Santa Alleanza contro le forze del male che veda insieme l'Europa, la Russia, gli Stati Uniti e anche quei Paesi arabi che dopo avere giocato con l'Isis (e forse anche finanziato) si sono resi conto che è il Califfato la vera minaccia ai loro equilibri" spiega Casini.
La 'santa alleanza' di Casini con Putin è anti-terrorismo
L’intervista prende spunto dalla situazione della Libia dove l’Italia vuole giocare un ruolo da leader nella pacificazione del Paese. Che fare dunque?
"Intanto io penso che l'Italia debba evitare gli errori che sono stati commessi per abbattere il regime di Gheddafi. Per carità, c'erano le migliori intenzioni anche allora per liberare un Paese dalla dittatura ma la storia conferma che di buone intenzioni sono spesso lastricate le strade dell'inferno" avverte Casini che poi aggiunge: "George W. Bush non cedette agli appelli dei suoi connazionali che volevano le truppe Usa arrivare a Baghdad dopo avere liberato il Kuwait. Sapeva a quali rischi avrebbe esposto il suo Paese. Il figlio non ebbe lo stesso sangue freddo. E lo stesso è accaduto con l'operazione franco-inglese contro Gheddafi. Quegli errori non si devono più ripetere. Che la Libia sia un Paese allo sband- avverte il leader Udc -  è fuori discussione. La tragica vicenda dei nostri connazionali uccisi da una delle milizie impegnate in questa assurda guerra interna lo dimostra. Oltre tutto il loro assassinio smentisce in maniera crudele il qualunquismo di quelli che parlano di tecnici superpagati per andare a lavorare in quei posti: ecco la verità, due vite spezzate e tante altre in pericolo. Per questo l'impegno italiano e della coalizione internazionale deve avvenire su basi certe: è il governo libico che deve chiedere questo intervento, altro che pericoli di nuovi colonialismi". 

Il presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama inoltre risponde circa l'eventualità di azioni militari di terra: "Le modalità di questa decisione verranno definite nelle sedi opportune ma una volta che il governo libico legittimamente riconosciuto dalla comunità internazionale si sarà insediato, e non vedo altra città se non a Tripoli, è evidente che bisognerà garantirgli la necessaria protezione. Quindi anche con forze di terra. L'importante è che la coalizione sia compatta e non si proceda in ordine sparso come sta accadendo per l'accoglienza dei rifugiati in Europa. Se a parole siamo tutti per l'abolizione delle frontiere e poi l'Ungheria alza i muri lungo i suoi confini è evidente che c'è qualcosa che non va".
C’è anche spazio nell'intervista per parlare del caso Regeni: "L'Egitto ostacola in Libia l'insediamento del nuovo governo riconosciuto dall' Onu ignorando anche in questo caso le pressioni della comunità internazionale e in particolare dell'Italia che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo al caos libico: basti pensare all'afflusso ininterrotto sulle nostre coste di migranti e rifugiati provenienti da quel Paese. Certo, anche l'atteggiamento egiziano sul caso Regeni purtroppo è contraddittorio: notizie a rate, spesso contraddittorie, evidente la volontà di non collaborare alla ricerca della verità. Da un Paese amico con il quale abbiamo un fortissimo scambio commerciale non ce l'aspettavamo".
Infine sui migranti: "Per troppi anni - denuncia Casini - si è pensato al problema dei migranti e dei rifugiati politici come ad un problema che riguardasse solo l'Italia. L'Europa non ha capito che il centro delle questioni da affrontare era e rimane il Mediterraneo: ha preferito concentrare la politica di buon vicinato con l'Ucraina e la Georgia, peraltro con risultati non proprio eccezionali e ignorare che il Mediterraneo è il crocevia della sicurezza e della stabilizzazione anche dell'Unione. Solo da poco quest'atteggiamento sta iniziando a cambiare ma la strada non sarà breve"..

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