Libia, Allam: "Isis scende da barconi ogni giorno. Finita la convenienza, solo l'imbarazzo della scelta"

04 marzo 2016 ore 16:17, Lucia Bigozzi
“Il caos in Libia e l’uccisione dei due ostaggi italiani dimostra il fallimento della strategia di Renzi e Gentiloni che si ostinano a mettere d’accordo il governo di Tobruk con quello di Tripoli di fatto in mano ai Fratelli Musulmani che antepongono Allah e Maometto alla ragione e al cuore”. Non usa giri di parole Magdi Cristiano Allam, giornalista e scrittore, esperto del mondo islamico che nella conversazione con Intelligonews boccia la politica estera del premier e mette in guardia sulla "polveriera" Libia. 

Dopo l’uccisione dei due ostaggi italiani che sta succedendo in Libia è qual è la proiezione nelle prossime settimane?

«Direi che è il fallimento della strategia italiana in Libia dove, evidentemente, siamo percepiti come anello debole del fronte europeo e occidentale in un contesto in cui l’Italia non è in grado di prendere parte per l’unica fazione che potrebbe ripristinare le condizioni di sicurezza e di stabilità e cioè il governo riconosciuto internazionalmente che ha sede a Tobruk. C’è invece da parte del premier Renzi e del ministro degli Esteri Gentiloni l’ostinazione a un accordo tra il governo di Tobruk e i Fratelli Musulmani che nel 2014 hanno deposto e rovesciato il governo legittimo e si sono, di fatto, impossessati di Tripoli. E questo, come dire, ha avuto un riscontro nella tragica vicenda che ha portato all’uccisione di due nostri connazionali».

A cosa si riferisce in particolare? 

«Inizialmente era stato detto che le due persone erano state sequestrate da miliziani vicini o appartenenti a una Fajr Libia, che significa Alba della Libia ed è la milizia armata dei Fratelli Musulmani libici. Ora, invece, ci dicono che sarebbero stati uccisi in un conflitto a fuoco tra Isis e forze cosiddette “regolari”. Ma la cosa importante che ci è stata detta, è che si trovavano sequestrati da parte dell’Isis, quindi una sigla diversa da quella che era stata individuata precedentemente. Anche qui, rilevo una incapacità italiana a gestire le sorti dei nostri ostaggi»

Il pressing degli Usa sull’Italia per l’intervento armato in Libia rischia di trasformarsi come quello che portò alla caduta di Gheddafi. E l’Italia metterà piede nell’altra sponda del Mediterraneo? 

«E’ importante comprendere due cose. La prima: se c’è una guerra in corso e c’è una guerra scatenata dal terrorismo islamico o si combatte per vincere, oppure si finisce per subirla lo stesso e per essere poi sconfitti e sottomessi. Noi non abbiamo alternativa all’intervento militate per ristabilire le condizioni di sicurezza e restituire la sovranità al popolo libico. La seconda: ammaestrati dalla tragica follia di Sarkozy del 2011 che per rovesciare Gheddafi e far assumere alla Francia la leadership dei rapporti petroliferi, energetici e commerciali, con la Libia ha fatto esplodere un vero e proprio terremoto che ha smembrato il territorio libico e, come dire, sottomesso a bande terroristiche islamiche. E’ chiaro che in tutto questo la prospettiva non può essere quella indicata da Renzi e Gentiloni e cioè un governo che metta insieme laici e Fratelli Musulmani. Può essere solo un governo laico l’unico interlocutore che possiamo sperare di avere e che anteponga la ragione e il cuore ad Allah e Maometto»

In Libia a che livello di penetrazione è arrivato l’Isis?

«Isis controlla tutto il territorio di Derna, Sirte, i pozzi petroliferi, tengono sotto scacco di fatto Tripoli, minacciano la frontiera con la Tunisia e godono del sostegno di altre sigle terroristiche; quindi rappresentano una minaccia significativa così come noi dovremmo considerare che anche in Fratelli Musulmani che controllano Tripoli rappresentano una minaccia perché proprio la vicenda degli ostaggi uccisi dovrebbe insegnarcelo. Purtroppo, i Fratelli Musulmani sono sostenuti dalla Turchia e dal Qatar che passano per Paesi islamici moderati e dunque noi finiamo per sottostare alla loro strategia»

Allarme terrorismo “crescente” sull’Italia, dicono gli 007 europei. È così?

«L’Italia è infiltrata da terroristi islamici che ogni giorno scendono dai barconi. Solo Alfano non lo ha ancora capito. Se quei barconi provengono dalle coste libiche controllate dal 2011 dai terroristi islamici non potrebbero usarli per infiltrare adepti nel nostro Paese? Finora l’Italia è stata risparmiata solo perché ci comportiamo come se fossimo già sottomessi. Noi siamo un porto franco dove loro entrano ed escono a piacimento e siamo noi che li manteniamo con più generosità di quella che abbiano nei confronti dei nostri cittadini italiani. Fino a quando avranno la loro convenienza a sfruttare le condizioni che l’Italia offre non succederà niente. E se un giorno dovessero decidere di attaccare, avrebbero solo l’imbarazzo della scelta su dove, come e quando colpire»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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