Zika e microcefalia, trovato il legame: ora c'è quasi la "pistola fumante"

04 marzo 2016 ore 20:48, Adriano Scianca
Zika e microcefalia, trovato il legame: ora c'è quasi la 'pistola fumante'
Di Zika si parla ormai da qualche mese. E, in relazione al temibile virus che sta mettendo in ginocchio il Sudamerica, è stato più volte ripetuto come il maggiore pericolo sia per le donne incinte. La puntura della zanzare portatrice del morbo, infatti, potrebbe causare la microcefalia del feto. Finora, tuttavia, il legame tra Zika e la malformazione era ritenuto solo altamente probabile. Mancava, insomma, la pistola fumante, la prova definitiva. Che potrebbe invece essere stata trovata in queste ore. Ricercatori del Johns Hopkins Institute e della Florida State University avrebbero infatti scoperto una prima prova di nesso biologico fra il virus e la microcefalia nei neonati. Tali evidenze sono illustrate nella ricerca pubblicata oggi sulla rivista Cell Stem Cell. I ricercatori sono riusciti infatti a dimostrare per la prima volta con test di laboratorio che Zika attacca e distrugge, nel feto, alcune cellule cerebrali fondamentali nel processo di sviluppo del cervello. 

Si tratta delle cosiddette hnpc (cellule progenitrici neuronali umane), responsabili dello sviluppo della corteccia cerebrale nel feto: un danno a questo genere di cellule - che successivamente si differenziano in neuroni - è coerente con i difetti causati dalla microcefalia. “Anche se questo studio non dimostra in modo definitivo che il virus Zika provoca la microcefalia, è molto significativo che le cellule che formano la corteccia siano potenzialmente sensibili al virus, e che la loro crescita possa essere disturbata dal virus”, ha detto Guo-Li Ming, coautore della ricerca. Finora la principale prova di un nesso tra il virus e le malformazioni era un incredibile aumento statistico di queste ultime in relazione a una nuova epidemia di Zika, malattia conosciuta fin dal 1947 ma ritenuta fino a oggi sostanzialmente innocua. 

Era già stato notata, in verità, qualche traccia di Zika trovata nel cervello di bimbi morti subito dopo la nascita e di feti in caso di aborto. Oggi, però, c'è almeno la certezza che Zika infetta selettivamente un tipo di cellule staminali neurali che dà origine alla corteccia cerebrale, aumentando la probabilità che muoiano e riducendo la probabilità che si dividano normalmente per generare nuove cellule. L'aggressione del virus a queste cellule, secondo lo studio, si manifesta in due modi: alcune vengono distrutte direttamente, altre vengono irrimediabilmente danneggiate nella capacità di dividersi e di moltiplicarsi attraverso la quale “spingono” lo sviluppo del cervello.

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