Pannella, il dottor Jekyll e Mr.Hyde dei radicali liberali (ma poco liberi)

04 novembre 2013 ore 12:01, Americo Mascarucci
Pannella, il dottor Jekyll e Mr.Hyde dei radicali liberali (ma poco liberi)
In principio fu Giovanni Negri, poi seguirono Francesco Rutelli, Marco Taradash, Elio Vito, Gaetano Quagliariello, Benedetto della Vedova, Daniele Capezzone. Adesso è il turno di Mario Staderini. Sono tutti, a vario titolo, “creature” di Marco Pannella, ma tutti in un modo o nell’altro, si sono ritrovati a separare i propri destini da quelli del leader. Soltanto Emma Bonino e Rita Bernardini sono rimaste eternamente pannelliane e sono riuscite a mantenere pressoché immutata la stima di Giacinto detto Marco nei loro riguardi. Si è tenuto a Chianciano il congresso del Partito Radicale.
Staderini non si è ricandidato alla segreteria, ufficialmente per riprendere la sua attività professionale, ma appare evidente come, ancora una volta, alla base della decisione ci sia la sopraggiunta, immancabile, incompatibilità con Pannella. Incompatibilità personale prima ancora che politica, l’incompatibilità dell’allievo che rischia di superare il maestro. L’ormai ex segretario è infatti considerato troppo schierato con il centrosinistra, nel momento in cui Pannella sta trovando piena sintonia con Berlusconi. Marco infatti non ha mai avuto grandi problemi a scontrarsi con le persone, per poi riandarci a braccetto quando è ritornato utile farlo. E’ bastato che Berlusconi, in virtù delle proprie vicissitudini giudiziarie, sposasse i referendum radicali sulla giustizia per far rifiorire quell’amore politico che aveva unito Pannella ed il Cav. nel 1994, quando insieme nominarono Emma Bonino commissario in Europa. Intendiamoci, la battaglia dei Radicali contro il sovraffollamento delle carceri italiane non solo è sacrosanta, ma pienamente condivisibile. Purtroppo in Italia verso i detenuti esiste una solidarietà pari a zero. Spesso l’accanimento carcerario si confonde con la certezza della pena: un detenuto ha commesso un delitto? Bene, è giusto che paghi per quello che ha fatto e senza sconti? Giustissimo, ma in uno stato di diritto la certezza della pena deve essere coniugata con il rispetto della dignità umana. Soltanto i radicali ed il mondo cattolico si battono da sempre, ed in modo disinteressato, su questi temi, diversamente da tanti politici che si preoccupano del degrado carcerario o del malfunzionamento del sistema giudiziario nel momento in cui il problema li riguarda direttamente. Tornando a Pannella, nessuno credo possa negare la sua forte e carismatica leadership. Ma il segretario radicale è un personaggio ingombrante, una sorta di primo della classe, al quale nessuno può o deve fare ombra. Guai a mettere in discussione le sue posizioni, spesso assunte in totale autonomia e senza il minimo confronto. Anche con lo storico direttore di Radio Radicale Massimo Bordin ad un certo punto la rottura è diventata inevitabile. Bordin, spirito straordinariamente libertario nel senso più autentico del termine, non ha mancato di muovere critiche a Pannella quando lo ha ritenuto necessario e Marco non è uno che accetti facilmente il dissenso. Anche con Emma Bonino non sono mancate le divergenze, ma alla fine Pannella non ha mai potuto fare a meno di lei, ossia dell’anima di governo del movimento radicale, il nome sempre spendibile per ogni candidatura di prestigio, il Quirinale su tutte. Chi ha conosciuto Pannella lo descrive come un vero liberale, ma soltanto sul piano delle idee e dei diritti civili; per ciò che riguarda la conduzione del movimento pare essere invece l’esatto opposto di un liberale. Un vero dottor Jekyll e Mr.Hyde che sembra creare le persone per il solo gusto di potersene pentire.
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