Il debito pubblico corre più veloce di Renzi. Ecco perchè

04 novembre 2014, intelligo
Il debito pubblico corre più veloce di Renzi. Ecco perchè
di Luca Lippi.
 Oltre 2000 miliardi di euro, è il debito più grande in Europa e il terzo più grande del mondo. Questo primato è detenuto dall’Italia, un dato di fatto sconcertante di là dal fatto che alcuni teorici affermino che il debito pubblico è un falso problema. Vorremmo fare chiarezza. Ricordiamoci che oltre l’ampiezza numerica del debito, c’è anche un’ampiezza in termini relativi, e consiste nel rapporto debito/PIL che adesso si attesta pericolosamente al 133.8%, prima di noi c’è solo il Giappone. Cominciamo a dire che il problema non è tanto l’ampiezza, ma quello che in termini tecnici è definito Outlook che cresce nonostante tutti gli sforzi messi in campo (?) dal Governo per abbassarlo. L’Outlook è l’orientamento di medio/lungo periodo al rating, e il rating è la valutazione del “rischio di credito” cioè la probabilità che vengano effettuati puntualmente i pagamenti di capitale e interessi previsti all'emissione dei titoli rappresentativi del debito. Saltiamo tecnicismi, rileviamo solo che il rating è pessimo e la previsione che rimanga in questa valutazione nel lungo termine è più “certa” che “probabile”. L’austerity, di cui si parla da anni, è una strategia che ha lo scopo di imporre una disciplina di bilancio, e raggiungere chiari obiettivi di deficit (pareggio strutturale) e di debito (rapporto inferiore al 60%). Nonostante i dettami dei burocrati europei nella gestione di questa criticità siano stati pedissequamente eseguiti, il nostro debito seguita a crescere a ritmi intollerabili: perché? Ecco una lista di motivi che sommati all’imperizia (europea e italiana) e all’indolenza dei governi che si sono susseguiti dal 2007 a oggi hanno “agevolato” la crescita del debito pubblico. a) La crisi economica, in buona sostanza la recessione impedisce la riduzione del debito pubblico. Il meccanismo che s’innesca è che con la crisi il PIL diminuisce, dunque diminuiscono le entrate per lo stato (riduzione della base imponibile), quindi aumenta il deficit e con esso il debito. a) L’inflazione che è troppo bassa. Per i non addetti ai lavori può sembrare un’affermazione “curiosa”, ma un’inflazione sostenuta può favorire la riduzione del debito, viceversa una bassa inflazione o addirittura la deflazione (la situazione attuale) è causa d’incremento del debito pubblico. In pratica, un’inflazione alta favorisce la svalutazione della moneta e quindi il debito vale in termini reali molto di meno (noi non possiamo svalutare perché non abbiamo più la sovranità monetaria) e quindi il debito aumenta e basta! a) L’austerity è l’altro motivo di aumento del debito pubblico! Purtroppo non si è rivelata “funzionale al raggiungimento dell’obiettivo che era la disciplina di bilancio”. Questa sarebbe la patetica giustificazione spesa da certi amministratori, di fatto la Scienza economica insegna che tagliare le tasse aumenta le entrate e si apre anche la finestra per abbassare il debito. Purtroppo la scelta adottata è quella di una politica fiscale restrittiva e quindi i consumi decrescono riducendosi drasticamente la base imponibile. a) La speculazione finanziaria, in ultima analisi, fa aumentare il famigerato Spread che per un paese molto indebitato significa pagare interessi più alti, gli interessi aumentano il debito pubblico e sono pagati in deficit. In conclusione, l’ammontare esatto del debito pubblico è adesso circa 2.200 miliardi di euro, riuscirà il governo a interrompere la sua crescita? Dati i presupposti sopra citati la risposta è no, e purtroppo con la nuova legge di stabilità che è poco più di un compitino mal svolto, economicamente (anche nella teoria) del tutto inutile, l’accelerazione della crescita del debito pubblico è matematicamente certa.
autore / intelligo
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