I Legionari di Cristo si rinnovano ma c’è il fantasma di Maciel che “pesa”

04 novembre 2014 ore 13:38, Americo Mascarucci
I Legionari di Cristo si rinnovano ma c’è il fantasma di Maciel che “pesa”
I Legionari di Cristo si rinnovano grazie alle nuove costituzioni approvate dalla Santa Sede. Finisce così una delle pagine più tristi della storia della Chiesa, legata alla congregazione fondata dal sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado scomparso nel 2008.
“Un uomo dalla doppia personalità, capace di essere un santo ed un diavolo al tempo stesso” ebbe a dire di lui Benedetto XVI dopo che vennero alla luce i gravissimi scandali finanziari e sessuali di cui Maciel si rese protagonista per anni. Un sacerdote capace di grandi cose, al punto da guadagnare la stima e l’ammirazione di Giovanni Paolo II che tanta vicinanza mostrò verso i Legionari negli anni del suo pontificato (e la forte amicizia fra Wojtyla e Maciel fu un’altra delle accuse rivolte nei confronti del papa polacco per impedirne la canonizzazione); un uomo che mentre operava con un forte carisma e propagava opere di bene, intratteneva rapporti clandestini con diverse amanti da cui ebbe figli illegittimi, si macchiava di abusi sessuali su minori e si rendeva responsabile di truffe e malversazioni. Fu proprio Benedetto XVI a dover prendere atto della veridicità delle tante accuse mosse contro il fondatore, e della sua natura di “falso profeta”. Giovanni Paolo II negli ultimi anni di pontificato decise di vederci chiaro, dopo che sul suo tavolo continuavano ad arrivare segnalazioni riguardanti comportamenti indegni tenuti da Maciel a danno soprattutto di minori che frequentavano i seminari della congregazione. Dopo aver per anni difeso il sacerdote messicano (pare anche dietro impulso dell’ex segretario di stato Angelo Sodano ed altri autorevoli prelati di curia, convinti che le accuse contro di lui fossero costruite a tavolino da ex legionari fuoriusciti dall’ordine per contrasti con il fondatore), Wojtyla comprese che era giunto il momento di approfondire ogni aspetto della vita e dell’attività di Maciel senza dare nulla per scontato, avviando l’inchiesta apostolica poi conclusa sotto il pontificato di Ratzinger con la conferma di tutte le accuse. Maciel fu quindi rimosso da ogni incarico, sospeso dalle funzioni sacerdotali e ridotto ad una vita di preghiera e penitenza. Fu però subito chiaro a tutti come non fosse opportuno gettare insieme all’acqua sporca anche il bambino nonostante i Legionari fossero tutti schierati a difesa del loro leader carismatico e spirituale; apparve evidente l’esigenza di purificare la congregazione, riportandola sul giusto binario e allontanandola dall’influsso del suo fondatore. Il processo di “purificazione interna” fu affidato al delegato apostolico cardinale Velasio de Paolis che ebbe anche l’incarico di studiare una profonda revisione delle costituzioni dei Legionari modellate sul carisma di Maciel. La Congregazione per gli istituti di vita consacrata nei giorni scorsi ha ratificato le nuove costituzioni improntate ad una maggiore trasparenza e collegialità nelle decisioni, superando l’autoritarismo e la segretezza stessa delle costituzioni che saranno rese pubbliche ed accessibili a tutti. Ora resta da capire quanto ancora il “fantasma” di Maciel potrà continuare ad influire negativamente sulla credibilità della congregazione. Perché, piaccia o no, Maciel per anni è stato il volto dei Legionari, il padre-padrone che imponendo il culto della propria personalità e dettando in prima persona le regole ed i principi da seguire, ha finito con l’egemonizzare l’intera organizzazione che oggi fatica a liberarsi del suo peso ingombrante e ancora di più delle sue opere, dei suoi scritti, sui quali si sono formate intere generazioni di Legionari. Ci vorrà del tempo prima che la congregazione possa rompere definitivamente i ponti con il suo fondatore, perché la storia stessa non potrà cancellare l’origine di un movimento che è nato e cresciuto sotto l’influenza di un leader indiscusso. Un leader che era tutto fuorché un santo, ma che piaccia o no è esistito con tutte le sue mille contraddizioni e la sua indiscutibile natura di “falso profeta che ha condotto una vita al di là di ciò che è morale: un'esistenza avventurosa, sprecata, distorta” (Cit. Benedetto XVI).
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