Medici in sciopero 24h contro Renzi, ma lui attacca: "Su sanità investiamo più di prima"

04 novembre 2015, Andrea De Angelis
Medici in sciopero 24h contro Renzi, ma lui attacca: 'Su sanità investiamo più di prima'
Ci sono argomenti che riguardano alcuni cittadini, altri che invece li riguardano nel complesso, ma spesso sono gli stessi soggetti di tali questioni a non esserne consapevoli. Poi ci sono politiche che coinvolgono ogni singolo individuo e sono quelle relative alla sanità perché, ci smentisca chi non la pensa così, è la salute il tema più scottante per ogni Governo. Di qualunque colore esso sia. 

In quest'ottica lo sciopero generale di 24 ore per i medici del servizio pubblico indetto per il prossimo 16 dicembre da tutte le sigle sindacali contro il mancato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale e contro il "grave e perdurante disagio ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del Servizio sanitario nazionale" ha una valenza politica enorme. 
Anche perché quella di ospedalieri, medici di famiglia e pediatria vuole anche essere una risposta ai recenti provvedimenti varati dal governo Renzi in tema di Sanità e ai pesanti tagli al settore che questa estate ha scatenato la reazione anche delle amministrazioni regionali. 

Medici in sciopero 24h contro Renzi, ma lui attacca: 'Su sanità investiamo più di prima'
“A Governo e Regioni – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – chiediamo attenzione per la salute dei cittadini e consapevolezza delle pesanti e negative ripercussioni sulle liste di attesa, sull’integrazione ospedale e territorio, sulle condizioni di lavoro, sulla qualità e sicurezza delle cure, sulla sperequazione esistente nell’esigibilità del diritto alla salute e nei livelli di tassazione, che derivano da un progressivo impoverimento del servizio pubblico”.
Le sigle sindacali aggiungono che bisogna “mettere fine alla intollerabile caccia alle streghe che prevede, panacea di ogni problema legato all’erogazione delle prestazioni sanitarie, sempre e solo sanzioni e multe a carico dei Medici, capri espiatori delle colpe di decisori politici ed amministratori miopi e inadeguati”.

Matteo Renzi intanto, parlando alla Direzione del Partito Democratico, difende a spada tratta la Legge di stabilità e non arretra di un passo davanti a critiche e richieste di modifica della minoranza Pd. Il discorso, per la prima volta scritto (ed anche questo è un segnale del delicato momento) fatto all'assemblea dei parlamentari del Partito democratico è diventato anche l'ennesima tappa dello scontro tra il premier-segretario e l'opposizione interna
Ma il premier non ha comunque fatto mancare un riferimento alla questione. "Sulla sanità, il sociale e la cultura, noi investiamo più di prima. Nel 2014 erano 109 miliardi, nel 2015 110, 111 nel 2016. È demagogia dire che sulla sanità mettiamo meno soldi", ha detto il segretario democratico.

Medici in sciopero 24h contro Renzi, ma lui attacca: 'Su sanità investiamo più di prima'
Di tutt'altro avviso Sergio Chiamparino, che durante la seduta del Consiglio Regionale del 3 novembre ha svolto una comunicazione sul confronto tra il Governo e le Regioni sulla legge di stabilità. 
Dopo aver ricordato che si è in attesa di un decreto legge che deve intervenire sulla situazione determinata dal d.l. 35/2013, “un decreto salva sistema più che salva Piemonte”, il presidente è passato a illustrare la situazione che si sta prefigurando: “Nel 2016 sommando le misure derivanti dalle leggi di stabilità del passato e dalle leggi di settore si arriva a 9 miliardi e mezzo di euro di tagli a carico delle Regioni. Per la revisione della spesa nel 2016 sono previsti 4,2 miliardi a carico delle Regioni dei quali due miliardi sulla sanità e il resto sulla extra sanità. La situazione sul pluriennale è poi particolarmente preoccupante con altri cinque miliardi nel 2017 e sette nel 2018. Ormai i margini di manovra delle Regioni si vanno esaurendo”. 
"Abbiamo semplicemente, quindi, denunciato una situazione molto difficile – ha continuato Chiamparino – per la quale auspichiamo un accordo con il Governo che vada oltre questa legge di stabilità. Altrimenti, nei fatti, i tagli dal 2017 al 2019 mettono a rischio la sopravvivenza del sistema Regioni. Si mettono in pericolo i fondi per il sociale, invece di avere la copertura con i nuovi Lea, è a rischio la copertura per i farmaci salvavita e le Regioni in bilico potrebbero essere costrette ad aumentare i ticket". "Secondo i nostri calcoli, che nessuno fino ad ora ha contestato – ha aggiunto - mancano due miliardi".


 
 



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