"Cari amici e compagni dem" più rispetto. La manovra è rossa e "noi investiamo di più": parola di Renzi

04 novembre 2015, Americo Mascarucci

'Cari amici e compagni dem' più rispetto. La manovra è rossa e 'noi investiamo di più': parola di Renzi
Corradino Mineo pochi giorni fa in un’intervista ad Intelligonews, annunciando la decisione di abbandonare il Pd aveva lasciato intendere che altri parlamentari lo avrebbero presto seguito. 


Ebbene, gli altri sono arrivati e sono esattamente tre, Alfredo d’Attorre, Carlo Galli e Vincenzo Folino che hanno annunciato l’uscita dal partito dopo che il premier Matteo Renzi ha di fatto blindato la manovra economica. 


Si tratta di tre fedelissimi dell’ex segretario Pierluigi Bersani, e a questo punto di fronte alla fuoriuscita sempre più consistente di parlamentari di riferimento dell’asse Bersani-D’Alema, viene legittimo chiedersi fino a quando i due potranno continuare a restare in un Pd di fatto svuotato delle proprie rispettive correnti. 


Alla base dell’uscita dei tre del Pd, che come detto segue quella di Corradino Mineo e prima ancora di Stefano Fassina e Pippo Civati, c’è l’indisponibilità di Renzi a rivedere la manovra economica, definendola addirittura “di sinistra” proprio a voler rispondere all’accusa lanciata dalla minoranza Pd di essere troppo sbilanciata a destra.  


"Sulla sanità, il sociale e la cultura - ha dichiarato Renzi di fronte all’assemblea dei parlamentari Pd - noi investiamo più di prima. Nel 2014 erano 109 miliardi, nel 2015 erano 110, nel 2016 saranno 111. È demagogia dire che sulla sanità mettiamo meno soldi".

"Anche sul sociale la legge di Stabilità ha messo 3,6 miliardi - ha tenuto a precisare il Premier - Quella del Governo Letta 1,8 miliardi, mentre per il Governo Monti il dato non è pervenuto". 


Poi ha annunciato che entro sette giorni sarà varato un decreto legge per salvare i conti delle Regioni dall'intervento della Corte dei conti.

E poi una stoccata alla minoranza: "La legge di Stabilità è di sinistra come la nostra impostazione. Non è che la ditta è di sinistra se il congresso lo vince Tizio o Caio. Cari amici e compagni, le regole valgono sempre o non valgono mai".

Come dire, meglio di così non si poteva fare e a chi se ne va il Premier fa sapere "che meritano il massimo rispetto così come quelli che entrano"


Il che dalle parti della minoranza è stato letto come un chiaro e scontato “meglio Verdini che Civati, Fassina e compagni”. 

Davvero troppo per i dem di sinistra che si sentono sempre più a disagio in un partito che preferisce aprirsi a destra piuttosto che alla sua sinistra. Una sinistra che da oggi può contare su tre parlamentari in più. 


La “Cosa Rossa”, ossia il nuovo partito della sinistra italiano alternativo al Pd renziano si va sempre più concretizzando e a questo punto davvero mancherebbero all’appello soltanto D’Alema e Bersani. 

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