Mineo risponde a Renzi con un retroscena esclusivo: "Le mie dimissioni da senatore? Usa un sms per accusarmi"

04 novembre 2015 ore 9:00, Lucia Bigozzi
Mineo risponde a Renzi con un retroscena esclusivo: 'Le mie dimissioni da senatore? Usa un sms per accusarmi'
“Nel Pd c’è una mutazione genetica compiuta, non c’è più spazio per una battaglia interna: Renzi sta facendo un partito di centro che guarda a destra”. Corradino Mineo, senatore ex dem, legge così gli ultimi addii in ordine temporale di D’Attorre, Galli e Folino al Pd renziano, ma nella conversazione con Intelligonews svela per la prima volta il retroscena dietro l’accusa che il premier gli ha rivolto quando lo ha indicato come uno che si dimette dal Pd ma non dal Senato. “Vi spiego come è andata con quel sms”. 

Dopo Mineo è la volta di tre bersaniani: D’Attorre, Folino e Galli. Che segnale è? Il Pd non ha più minoranza interna?

«Dico che c’è una mutazione genetica compiuta e, inevitabilmente, non c’è più spazio per una battaglia interna. Quindi, siamo costretti a riproporre la nostra esperienza, le nostre proposte e aspirazioni in un contesto più vasto. Il problema non è rimpicciolirsi bensì riaprire: Renzi chiude in modo brutale a sinistra e chiude al buon senso perché da Bankitalia alla Corte dei Conti tutti bocciano la finanziaria del governo»

Renzi nel libro di Vespa parla di lei e ricorda che da oltre un anno Mineo aveva detto che si dimetteva dal Senato, in realtà si è dimesso dal Pd ma non dalla poltrona. E’ così? Cosa risponde al premier?

«Sono molto dubbioso se rispondere su questo perché questo fatto ha un suo retroscena. Dico che bisognerebbe imparare, se volessimo diventare una democrazia matura, a non usare i rapporti personali per fare polemica politica».

Qual è il retroscena?

«Io non ho mai detto mi dimetto dal Senato. Lo aveva detto il mio amico Tocci ma le sue dimissioni sono state respinte. Ricordo un fatto: davanti alla vergogna che ho provato (non per quello che avrei detto che certamente non era insultante nei confronti dei bambini autistici verso i quali, semmai, il mio era stato un atto di tenerezza purtroppo interpretato male), di fronte allo squallore dell’attacco violento e strumentale che Renzi mi fece davanti all’assemblea nazionale del Pd, profondamente indignato, gli mandai un sms dicendo: basta, mi dimetto. Fu Cuperlo a convincermi di non farlo. Ecco, Renzi ha usato questo sms per lanciare questa accusa. Tra l’altro, e voglio dirlo a Intelligonews, io a differenza di Renzi, non ho bisogno della poltrona perché ho lavorato per molti anni. Se resto al Senato, è per onorare fino in fondo il mio mandato che non era quello di un partito di centro che guarda a destra, come sta facendo Renzi. Quindi continuerò a combattere la deriva plebiscitaria e personalistica che Renzi sta imponendo alla politica»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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