Anche Bankitalia critica il ddl Stabilità, Regioni e parti sociali in rivolta

04 novembre 2015, Luca Lippi
Anche Bankitalia critica il ddl Stabilità, Regioni e parti sociali in rivolta
Dopo la Corte dei Conti anche Bankitalia per voce del Direttore Centrale Luigi Signorini solleva diverse perplessità sulla natura temporanea delle coperture della manovra. Dice Signorini in audizione ieri alle camere: “E finanziata solo in parte con riduzioni di spesa; sono previste maggiori entrate, in buona parte derivanti dalla voluntary disclosure”, questo per la parte relatva alla lieve riduzione delle imposte, nello specifico boccia la manovra poiché le risorse recuperate attraverso la voluntary disclosure sono assolutamente di natura “temporanea”.

Riguardo le misure messe in campo dal ddl Stabilità per la riduzione del carico fiscale sulla produzione Signorini dice: “appaiono meglio in grado, rispetto ad alleggerimenti delle imposte sul patrimonio, di innalzare la crescita nel medio periodo” e non tralascia di aggiungere “L'abolizione della tassazione sulla proprietà, dal punto di vista macroeconomico, sulla base dell'evidenza empirica finora disponibile, potrebbe avere effetti circoscritti alle famiglie soggette a vincoli di liquidità”. Riguardo l’innalzamento dell’uso del contante Signorini dice: “Un limite al trasferimento di contante, anche basso, va mantenuto. Del resto l'esistenza di effetti macroeconomici della soglia sui consumi non è sorretta da chiara evidenza empirica … è consigliabile mantenere un regime più severo per le attività più esposte a contaminazioni, quali i money transfer”, prosegue Signorini sull’argomento. “I limiti all'uso del contante non costituiscono ovviamente un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, specie per il grande riciclaggio, ma introducono un elemento di difficoltà e di controllo sociale che può ostacolare forme minori di criminalità e di evasione. 

L'esistenza di una soglia scoraggia in via generale una circolazione di banconote troppo ampia, tale da fornire materia a transazioni illecite”, però poi il Direttore centrale precisa che non è nella disponibilità: “a mia conoscenza una base analitica o empirica sufficiente per precisarne il valore ottimale. Dal mero punto di vista del tracciamento delle transazioni, quanto più la soglia è bassa tanto meglio è, ma ci sono limiti pratici da considerare. Non vi sono quindi elementi per escludere a priori l'opportunità di un innalzamento del limite generale da mille a tremila euro; converrà, se il Parlamento decide di andare in questa direzione, monitorare nel tempo i risultati”.

In sostanza ricalca le perplessità espresse anche dal presidente della corte dei Conti Squitieri che ha ammonito sulla riduzione della manovra dei margini di protezione dei conti pubblici, sulla trascuratezza di risoluzioni più urgenti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e soprattutto la solita questione della “temporaneità” dei provvedimenti.

Intanto insorgono le Regioni, Sergio Chiamparino (Presidente della Regione Piemonte) ammonisce il Governo che i 17 miliardi di tagli previsti a partire dal 2017mettono a rischio la sopravvivenza degli enti locali e il mancato incremento della spesa sanitaria nel 2016 potrebbe far aumentare i ticket e compromettere la distribuzione dei farmaci salvavita. Sull’argomento il Presidente del Consiglio rimanda la discussione a incontri privati (presumibilmente fissati per oggi). Renzi dice che “Sulla sanità ci sono più soldi del passato” e ha aggiunto categorico che “Le tasse devono scendere … eliminino piuttosto gli sprechi”, la dichiarazione non può essere messa in discussione, ma il problema sembra proprio la spendin Review sia per i tecnici di Camera e Senato, sia per la Corte dei Conti sia per Bankitalia!

Sulla questione delle Regioni, Chiamparino rende noto che nel 2016 le Regioni devono fare i conti con 2 miliardi in meno del previsto per la sanità e altri 2,2 miliardi di tagli extrasanità ereditati dalle manovre del passato. Quest'ultima cifra viene solo in parte coperta con stanziamenti per 1,3 miliardi previsti dalla stabilità, che lascia quindi un buco da 900 milioni. Coincide con i numeri spesi dal sottosegretario alla presidenza, Claudio De Vincenti il quale spiega che il “Fondo Sanitario Nazionale nel 2016 aumenta di un miliardo e che la Legge di Stabilità supporta le Regioni, sulla parte non sanitaria, con un ulteriore miliardo e 300 milioni” ma trascura le zavorre delle manovre precedenti. Se è vero, come è vero, che Il fondo aumenterà di 1 miliardo rispetto allo scorso anno, è altrettanto vero che 800 milioni saranno destinati ai nuovi Lea, mentre le Regioni dovranno far fronte anche a rinnovo dei contratti (300 milioni), fondo vaccinazioni (300 milioni), pazienti emotrasfusi (170 milioni) e farmaci salvavita come quelli per l'epatite C (500 milioni). In sostanza manca un altro miliardo!

In ultimo, ma non ultimi, insorgono le parti sociali, Susanna Camusso dice che la manovra “favorisce chi ha di più”, peggiora le condizioni di chi versa in condizioni disagiate (giovani disoccupati e pensionati). Anche Cisl e Uil sono sulla stessa linea in più lamentano i tagli a Caf e patronati. Non si sottrae alla contesa anche il Presidente di Confindustria che ammonisce il Governo per avere trascurato il Mezzogiorno, la ricerca e l’innovazione. In conclusione, tempi duri per il ddl Stabilità.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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