Rottamazione avanti tutta. Il Pd perde altri 3 pezzi e D’Attorre: “E' centrista e guarda a destra"

04 novembre 2015, Lucia Bigozzi
Rottamazione avanti tutta. Il Pd perde altri 3 pezzi e D’Attorre: “E' centrista e guarda a destra'
La rottamazione infinita, altri tre addii. Renzi cala la scure sulle teste dei non renziani e l’effetto è che di questo passo, nel Pd ci saranno solo eletti che come tanti satelliti girano nell’orbita del Re Sole. Dopo Corradino Mineo e prima ancora Stefano Fassina, Pippo Civati e Sergio Cofferati (solo per citare i più famosi) o Enrico Letta (non la lasciato il partito ma ha preferito Parigi a Montecitorio e Renzi), il gran passo tocca a tre bersaniani doc: Alfredo D’Attorre, Carlo Galli e Vicenzo Folino si chiudono la porta del Nazareno alle spalle. Fine di una storia. 

Ma è la storia che accomuna tutti coloro che non accettano l’idea del partito della nazione e non digeriscono le “porte aperte” di Renzi a ex forzisti e centristi, con in testa Denis Verdini. Sono gli irriducibili dem, quelli di Bersani, D’Alema, quasi “marziani” (ogni riferimento a Ignazio Marino è puramente voluto) nell’era del rottamatore che uno a uno, sta rottamando chi non è in linea con la sua linea. E la sfila di addii consumati, malpancismi a un passo dalla defezione, dubbi amletici sul che fare, è lunghissima. Ogni giorno di più. Il leit motiv che accomuna i fuoriusciti è la prospettiva che a loro dire, Renzi sta dando al partito. E D’Attorre che oggi in conferenza stampa spiegherà non solo quello che è successo ma quello che farà insieme ad altri ex dem, lo anticipa quando dice che oggi il “Pd è una forza centrista che finisce per guardare più volentieri verso settori della destra che a sinistra ed è illusorio pensare che sarà soltanto una parentesi”. 

Non solo, ma vaticina che sull’uscio del Nazareno con un piede dentro e uno fuori ci sarebbero altri parlamentari dem; indica Roberto Speranza e Gianni Cuperlo anche se “per il momento prevale il senso di responsabilità, ma non so quanto potrà durare, specie all'approssimarsi di appuntamenti elettorali in cui la divaricazione tra partito della nazione e sinistra rischia di diventare totale”. 
A colpi di addii, si fa prima a dire chi è rimasto nel Pd e la “fuga” di eletti è il tema che un altro dem ribelle – Francesco Boccia (lettiano) evidenzia quando lo segnala come fenomeno che non può più essere sottovalutato. Se i bersaniani se ne vanno, molti dentro e fuori il Pd, si domandano quando il leader della componente che a lui fa riferimento farà il gran passo. Occhi puntati su Pierluigi Bersani. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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