Tre addii Pd, Geloni: "Strappi forti, Renzi potrebbe pentirsi. E su Bersani dico..."

04 novembre 2015, Andrea De Angelis
Tre addii Pd, Geloni: 'Strappi forti, Renzi potrebbe pentirsi. E su Bersani dico...'
Altri tre. Non si ferma l'emorragia del Partito Democratico e la settimana dopo l'addio di Mineo a lasciare sono altri tre pezzi da novanta come D'Attore, Galli e Folino. Gli occhi, adesso, sono tutti puntati sull'ex segretario Pierluigi Bersani, il cui addio potrebbe letteralmente far implodere il partito. Renzi in Direzione non mostra preoccupazione, anzi rilancia, ma cosa sta accadendo davvero al soggetto politico nato il 14 ottobre di otto anni fa? IntelligoNews lo ha chiesto a Chiara Geloni, giornalista e già direttore di You Dem...

La scorsa settimana in una nostra intervista ci disse che l'opposizione si fa all'interno del partito, con riferimento alle dimissioni di Mineo. Lo stesso senatore, in chiusura di un'altra intervista realizzata quel giorno, con tono sarcastico ci chiese chi sarebbe stato il prossimo a lasciare il partito e dopo meno di otto giorni la risposta è triplice: D'Attorre, Galli e Folino. Questa volta, però, a lasciare sono dei bersaniani: come commenta?

«Per me sicuramente questa è un'uscita diversa perché si tratta, in particolare nel caso di Alfredo D'Attorre, anche di un amico. Di una persona con la quale ho condiviso e credo continuerò a condividere molte cose. Diversa anche perché Mineo era soltanto dentro il gruppo del Pd, senza avere la storia nel partito che ha D'Attorre, un dirigente nazionale importante del partito. Un fatto dunque più grave, certamente più doloroso. Anche Folino lo conosco da molti anni, insomma sono strappi forti».

Di fatto stanno sbattendo la porta coloro che dicono no al partito della nazione, a un Pd che ricorda l'ex Dc?

«Molti di quelli che dicono lo stesso no scelgono di restare senza sbattere la porta. Sono scelte, tutte opinabili e tutti in questa fase possono sbagliare, ma non è vero che tutti coloro i quali non vogliono il partito della nazione se ne vanno. C'è chi non lo vuole, ma resta».

Tre addii Pd, Geloni: 'Strappi forti, Renzi potrebbe pentirsi. E su Bersani dico...'
In molti si chiedono quale sarà il prossimo addio. L'idea di un Bersani lontano dal Pd è da oggi più vicina?

«Non sono in condizione di rispondere per nessuno e dunque nemmeno per lui. Credo che debba essere il Pd a doversi preoccupare di rimanere vicino a se stesso e allo spirito sul quale è nato, quello di chi lo ha fondato». 

Eppure Renzi sembra avere nel mirino proprio i fondatori. Pensiamo all'inaugurazione dell'Expo, quando non ringraziò Prodi. Il segretario non dà l'idea di essere preoccupato...

«Sì, sembrerebbe che lui sia convinto che il suo consenso si fondi anche sul denigrare la storia precedente del Partito Democratico e dell'Ulivo. Penso che sia una valutazione sbagliata di cui potrebbe anche pentirsi». 

Se Bersani decidesse di lasciare il partito, il Pd imploderebbe definitivamente?

«Non ragiono su questa ipotesi, ma sul fatto che il Pd possa sopravvivere per quello che è, cioè il partito della cultura riformista e costituzionale dell'Ulivo».

Anche con Verdini?

«Con Verdini mi pare difficile».

Questo è il punto. 

«Sì (ride, ndr), ma neanche Renzi potrà fare proprio tutto quello che vuole. Dovrà riuscirci, oppure fallirà». 



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