Mossa a sorpresa della Meloni: lancia Terra Nostra-Italiani per la fase anti-Marchini

04 novembre 2015, Lucia Bigozzi
Mossa a sorpresa della Meloni: lancia Terra Nostra-Italiani per la fase anti-Marchini
Che c’azzecca (direbbe Di Pietro) “Terra Nostra” con la Meloni e a quattro giorni dall’8 novembre? Tempistica e progetto “sospetti”. Mossa della leader di FdI che ufficialmente lancia la fase 2 del partito, ma ufficiosamente manda messaggi politici in più direzioni. Il punto di partenza, evidentemente, è Roma e il fatto che non è più tempo di tergiversare, di tavoli come se piovesse, di riunioni-fiume e di botta e risposta. Nessuno più e meglio di Giorgia Meloni sa che il tempo ha i suoi tempi ma non aspetta. 

La defenestrazione renziana di Marino dal Campidoglio ha impresso un’accelerazione ai tempi della politica e della mediazione: a Roma i sondaggi danni i 5S sopra il 30 per cento, per la prima volta favoriti in una sfida dalla quale discenderanno anche i futuri scenari per le politiche (2018?). Per questo il tentennamento berlusconiano in generale e l’endorsement su Alfio Marchini in particolare, non sono piaciuti alla Meloni che non vuole – né può permettersi – di sacrificare in nome di alleanze su potenziali candidati sindaco frutto delle solite mediazioni, il capitale ottimizzato in termini di radicamento territoriale ma anche di consenso nel tempo trascorso in giro per l’Italia dopo l’addio al Pdl. Né vuole che Matteo Salvini alla fine ceda alle sirene berlusconiane, rischiando così di depotenziare il cammino che finora Giorgia e Matteo hanno fatto insieme. Non è un caso che il leader della Lega non si sia ancora pronunciato in modo chiaro sull’opzione Marchini, sulla quale, invece, la Meloni ha già steso il suo no definitivo e assoluto. Per questo non c’è tempo da perdere; per questo è tempo di Terra Nostra. 

COSA E’ TERRA NOSTRA. Per ora è un Comitato nazionale “Terra nostra-italiani con Giorgia Meloni”. Un nuovo contenitore politico con al seguito il simbolo, che vuole fare da collettore per cittadini ed esponenti politici o della società civile non iscritti a Fratelli d'Italia, con l'obiettivo di ricostruire il centrodestra e rilanciarlo. L’annuncio ufficiale arriva da Montecitorio nella conferenza stampa che la Meloni tiene insieme ai “nuovi arrivati”: il deputato di Fi, Alberto Giorgetti, l'ex sottosegretario alla Difesa del governo Berlusconi Giuseppe Cossiga, l'ex M5S ora deputato di 'Alternativa libera', Walter Rizzetto e l'avvocato Leopoldo Facciotti. Chiarisce subito che il Comitato “non è un partito” perché “vogliamo costruire una casa comune” e “siamo pronti al dialogo con tutti coloro che condividono i valori della destra e vogliono difendere i diritti degli italiani. Faccio un appello a tutte le persone che hanno condiviso le nostre battaglie: oggi non ci sono più alibi. Da una parte c'è Fdi, che continua a fare il suo lavoro, dall'altra parte c'è questa realtà nuova che nasce per arrivare a costruire insieme una casa più grande”.  

Prossimo step: la prima assemblea del movimento domenica 29 novembre, “un'occasione per raccontare i percorsi e le aggregazioni che stiamo portando avanti” spiega la Meloni che per gennaio lancia “il Congresso Nazionale aperto di Fdi-An per passare a una fase due di Fratelli d'Italia. Siamo disponibili a mettere tutto in discussione”. Che significa?  Possibile pensare che la Meloni non vuole attendere i tempi ‘lenti’ di Berlusconi non potendo anticipare quelli velocissimi di Salvini. Ma la mossa di Terra Nostra è anche un monito al leader della Lega che non può fare l’asso-pigliatutto. E soprattutto non può “prendersi” elettori e politici della destra che fu. Il copyright politico, lo rivendica Giorgia Meloni. Atrejus docet.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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