Allegri contro Morata per un calzettone, ma bacchettò pure gli allenatori: "Mai in tuta!"

04 novembre 2015, Andrea De Angelis
Allegri contro Morata per un calzettone, ma bacchettò pure gli allenatori: 'Mai in tuta!'
Massimiliano Allegri e Alvaro Morata, scoppia il caso. Il tecnico della Juventus non ha assolutamente mandato giù quanto accaduto - per sua responsabilità - all'attaccante, che ci ha messo diversi minuti per cambiarsi i calzettoni lasciando così la squadra in inferiorità numerica in una partita importante come quella contro il Borussia M'gladbach.

Ma cosa è successo? Lo spagnolo ha indossato una specie di calzettone supplementare all'altezza delle caviglie, peraltro di colore fucsia e quindi difforme dal rosa tenue con banda rossa dei calzettoni della divisa della Juventus.
L'arbitro Kuipers lo ha notato e, regolamento alla mano, ha imposto al giocatore di toglierlo. Fiscale? Non proprio, e poi quel "la legge non ammette ignoranza". L'operazione come si può intuire non era esattamente semplice ed ha richiesto più di un minuto. 
Allegri ha tuonato una volta finita la gara: "Posso dire che sono molto arrabbiato per una cosa, ossia che abbiamo passato tre minuti con dieci uomini mentre qualcuno ha dovuto cambiare i suoi calzettoni". Quindi Allegri entra nel merito della questione: "Ci sono delle regole a cui tutti si devono attenere. Noi alla fine dobbiamo imparare che non si tratta di una sfilata di moda, siamo qui per giocare a calcio".

Allegri contro Morata per un calzettone, ma bacchettò pure gli allenatori: 'Mai in tuta!'
Già in estate, al termine dell'amichevole contro il Lechia, il tecnico aveva bacchettato Morata che a suo modo di vedere non aveva dato il meglio di sé sul rettangolo di gioco. Ma non solo alla Juventus il tecnico campione d'Italia ha protestato per simili comportamenti, o meglio per ragioni legate allo stile. 
Infatti, in un'intervista al mensile GQ, disse nel 2013: "Io gli allenatori che si presentano a bordo campo con la tuta li multerei: stai rappresentando la società, non puoi metterti la tuta!". Ma sempre nella stessa intervista diede l'idea di un uomo attento soprattutto alla sostanza: "Io sex symbol? Ma va’, che sex symbol. Io non ci penso. Certo, per me la bellezza e l'eleganza sono importanti; anche la bellezza e l'eleganza femminili sono importanti. Se vedo una donna con le mani poco curate... ma ti pare? È con le mani che ti toccano". 

Ma ad essere ricordato è soprattutto l'affondo contro "le creste" di alcuni giocatori. "I calciatori non devono fumare e non devono essere degli esempi perché si fanno la cresta o si mettono gli orecchini'', disse da allenatore del Milan, provocando all'epoca anche la risposta dell'azzurro El Shaarawy. 


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