Marò. Dopo l'impegno promesso da Mattarella, Emiliano svela i tempi: "Girone mi ha detto..."

04 novembre 2015, Marta Moriconi

Marò. Dopo l'impegno promesso da Mattarella, Emiliano svela i tempi: 'Girone mi ha detto...'
Giornata delle forze armate, giornata dei marò. Prima il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna delle insegne dell’Ordine Militare d’Italia in corso al Quirinale, nel giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ha avvertito: "Confermo il pieno sostegno ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone". 

Mattarella ha quindi sottolineato che "lo strumento militare nazionale è oggi oggetto di una profonda trasformazione i cui lineamenti sono stati tracciati nel Libro Bianco per la sicurezza e la difesa, per consentire alle Forze Armate di servire meglio il Paese, operando con efficacia ed efficienza in un contesto di rapidi e continui mutamenti che coinvolgono l'intero scenario internazionale". L'obiettivo, ha continuato il capo dello Stato "è quello di conferire il massimo impulso allo sviluppo delle capacità operative e delle componenti umane e tecniche".

Idem il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha parlato del "mondo che è profondamente cambiato, ma resta ferma la certezza che le Forze armate rappresentino per l'Italia, ora come allora, un patrimonio dal valore inestimabile, perché custodi dei principi di riferimento della nostra società".

E allora che si aspetta a far rientrare i nostri marò? Quante possibilità ci sono che il prossimo 4 novembre i marò siano in Italia? Secondo la stessa Pinotti, intervenuta lo scorso 14 ottobre su Radio24, non è facile dire i tempi, ma sono stati fatti passi in avanti.  "Porteremo via i due marò", ha detto tre settimane fa ai microfoni di Radio24 il ministro tornando sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 

'Uno è in Italia, e non è più tornato - sottolineava il ministro - per il secondo io confermo quell'impegno. Certo, i tempi sono molto più lunghi di quelli che avremmo voluto, ma oggi abbiamo fatto un passo avanti importante, il Tribunale del mare ha detto che l'India non ha diritto di giudicare in nostri marò e ora aspettiamo il giudizio del Tribunale di Amburgo e pensiamo che le nostre ragioni siano molto forti".

Ma è il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la frase scritta oggi su Facebook dalla compagna di Massimiliano Latorre, a pigiare il piede sull'acceleratore. Esprimendo amarezza sulla retorica che anche oggi, in occasione della festa dell'unità nazionale e delle forze armate, sarebbe stata spesa ha dato una scossa: "E' necessario dare intensità al lavoro diplomatico e al lavoro in sede di giustizia internazionale. L'ultima volta che ho parlato con Salvatore Girone, era il suo compleanno, mi ha detto, e così può parlare solo un soldato: 'forse, tra un paio di anni, questa cosa si chiude'". 

"Quando un uomo libero - ha aggiunto Emiliano - viene costretto il giorno del suo compleanno a ragionare sul fatto che, senza ancora una motivazione, un provvedimento, un processo, lui è lì da tre anni e probabilmente questa cosa gli costerà altri due anni di libertà, da' il senso della violazione di tutte le carte dei diritti internazionali sui diritti dell'uomo, di tutte le Costituzioni, di tutti i codici penali".  

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