Vatileaks, Vaticano sempre più trasparente. Padre Lombardi: "Francesco è sereno".

04 novembre 2015, Americo Mascarucci
Vatileaks, Vaticano sempre più trasparente. Padre Lombardi: 'Francesco è sereno'.
Non si arresta lo scandalo Vatileaks. 

Il Promotore di Giustizia vaticano, in seguito a un rapporto dell’Autorità di informazione finanziaria, ha indagato Gianpietro Nattino, proprietario della banca Finnat Euroamerica Spa per operazioni di compravendita di  titoli e transazioni, e per questo ha chiesto la collaborazione di Italia e Svizzera tramite rogatorie. 

Lo ha riferito padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. "Francesco è sereno - ha dichiarato - sa quello che deve fare".

Il nome di Nattino era emerso martedì in un rapporto di «investigatori del Vaticano», pubblicato in esclusiva dal sito di Reuters, relativo ad un «eventuale riciclaggio di denaro, insider trading e manipolazione del mercato» in cui sarebbe stata utilizzata l’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica che gestisce finanze ed immobili d’Oltretevere.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters "Investigatori finanziari del Vaticano sospettano che un ufficio della Santa Sede che sovrintende alle attività immobiliari e di investimento sia stato usato in passato per ipotizzate azioni di riciclaggio di denaro, di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione di mercato. Nel rapporto, di 33 pagine, si ipotizza che l’Apsa (ovvero l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, alla quale Francesco ha assegnato coin un motu proprio il ruolo di Banca centrale della Santa Sede) sia stata utilizzata da persone estranee al Vaticano, con eventuale complicità di personale Apsa, in violazione dei propri regolamenti. In particolare, gli investigatori finanziari vaticani hanno evidenziato un «portafoglio» che sarebbe stato relativo a Nattino, il cui contenuto «oltre 2 milioni di euro» sarebbe stato trasferito in Svizzera poco prima che in Vaticano fossero introdotte le nuove leggi contro il riciclaggio. 

Nattino in una nota afferma: «Con riferimento alle recenti indiscrezioni di stampa, esprimo la totale serenità e fiducia: il mio operato è sempre stato improntato alla massima trasparenza e correttezza, nel rispetto delle normative in vigore. Confido - spiega - che possa essere fatta quanto prima definitiva».

Intanto, continuano ad emergere particolari inediti intorno agli arresti avvenuti in Vaticano di monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, esponente di peso dell’Opus Dei e già segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, e di Francesca Immacolata Chaouqui esperta di pubbliche relazioni entrambi chiamati da Francesco a comporre il Cosea, ossia la commissione incaricata di esaminare e ridurre i costi della Santa Sede.   

Entrambi accusati di aver trafugato carte riservate dai sacri palazzi finite sulle scrivanie dei giornalisti Gianluigi Nuzzi , autore di “Via Crucis”, edito da Chiarelettere ed Emiliano Fittipaldi  autore di “Avarizia” edito da Feltrinelli.

I due libri pare si assomiglino molto e raccontino fatti e situazioni analoghe supportate dagli stessi documenti; poiché i libri non sono stati scritti a due mani o in collaborazione fra i due, appare altamente probabile che abbiano ricevuto i documenti dalle stesse mani, che secondo gli inquirenti vaticani sarebbero quelle degli arrestati. Che al momento pare abbiano diviso i loro destini dopo essere stati in perfetta simbiosi durante il periodo in cui hanno lavorato fianco a fianco nel Cosea, dove la Chaouqui come da lei stesso dichiarato è arrivata grazie alla sponsorizzazione di Vallejo Balda. 

Ieri avevamo raccontato di come dietro l’ipotizzato  “tradimento” della fiducia del Papa da parte del monsignore, secondo gli inquirenti potrebbe nascondersi il desiderio di vendetta nei confronti del cardinale George Pell, scelto da Francesco come Prefetto della nuova Segreteria per l’Economia, dal quale sarebbe giunto un deciso veto alla nomina di Vallejo Baldo come segretario generale. 

Una nomina che tutti in Vaticano davano per scontata e che invece è poi saltata pare proprio per l’opposizione di Pell che avrebbe trovato accoglimento nel Papa. 

Tuttavia è ormai accertato che dentro il Vaticano fossero in tanti a non nutrire simpatia per l’ex segretario della Prefettura per gli Affari Economici ad iniziare dal cardinale Giuseppe Versaldi  il ministro dell’Economia della Santa Sede. 

Vallejo Baldo avrebbe agito in più occasioni senza informare il suo superiore, come quando ad esempio organizzò un ricevimento vip sul terrazzo della Prefettura degli Affari Economici aiutato dalla fedelissima Chaouqui in occasione della cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Un ricevimento in grande stile per pochi intimi di cui Versaldi sarebbe stato tenuto completamente all’oscuro. 
Gli ospiti avrebbero assistito alla cerimonia dal terrazzo che affaccia su Piazza San Pietro fra tartine e bottiglie di spumante mentre lo stesso Vallejo Balda pare distribuisse ostie dentro bicchieri di carta. La cosa come detto sarebbe stata fortemente stigmatizzata dal cardinale Versaldi e da qui sarebbe iniziata la parabola discendente del monsignore e della sua fedelissima.

Intanto uno dei giornalisti autori dei libri inchiesta nel mirino, Fittipaldi de L'Espresso, ha spiegato che il corvo gli avrebbe fatto avere le carte segrete motivando questa decisione con la volontà di "far sapere a Francesco". 
Un favore al Papa? Lo stesso che l'ex maggiordomo di Benedetto XVI pensava di fare a Ratzinger? 
Bergoglio avrebbe fatto volentieri a meno di certi favori, soprattutto perchè, come ha confermato Padre Lombardi, "l'operazione  trasparenza in Vaticano è già in atto da tempo". 






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