Pollice verso gli statali, la Madia come Brunetta: "I falsi assenteisti vanno licenziati"

04 novembre 2015, Americo Mascarucci
Pollice verso gli statali, la Madia come Brunetta: 'I falsi assenteisti vanno licenziati'
«Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato»
E' quanto dichiarato dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia in riferimento alle «recenti cronache» e in particolare ai dipendenti del comune di Sanremo beccati a timbrare il cartellino anche per i colleghi. «Non è vero però che tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione sono fannulloni».

Il Ministro ha quindi invitato a superare i luoghi comuni sui lavoratori pubblici, alzando la guardia verso eventuali comportamenti sistematici di false presenze sul luogo di lavoro. 

La Madia dunque come Brunetta? 
Il paragone non farà piacere ad entrambi, però ciò che sostiene oggi la Madia è molto simile a ciò che andava ripetendo a gran voce il Ministro della Funzione Pubblica del Governo Berlusconi che non a caso, è l’autore della tanto contestata legge Brunetta che prevede, fra le altre cose, anche il licenziamento per il dipendente che timbra il cartellino e se ne va.  

Fu proprio Brunetta a coniare il termine fannulloni riferito ai dipendenti pubblici e sempre Brunetta oggi replica alle affermazioni del Ministro : “Forse la brava ministra in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni - ha attaccato - non si è accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste già, è il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta. Norma chiara e trasparente che regola, tra le altre cose, la definizione della tipologia di infrazioni che comportano il licenziamento per un dipendente pubblico. C’è già tutto, basta applicare le leggi

Ma non è tutto. 
Sempre la Madia rispondendo ad un’interrogazione durante il question time alla Camera ha annunciato che la legge di stabilità riaprirà la partita per il rinnovo del pubblico impiego. 
Nella legge di stabilità varata dal Consiglio dei Ministri – ha spiegato – è previsto di riaprire la tornata contrattuale che è stata bloccata per anni a causa della crisi economica. Siamo convinti che – ha poi concluso – che la valorizzazione del merito nel pubblico impiego debba ispirare la nuova stagione”. 

Anche qui la sintonia con Brunetta appare totale visto che il merito era anche il leitmotiv del Governo Berlusconi. 
Ma forse più che concetti berlusconiani o renziani quelli espressi nei confronti dei dipendenti pubblici, alla luce dei recenti scandali, sono concetti di puro buonsenso.  




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