Terremoto Centro Italia: oggi nuovo decreto e nuove modalità di rimborso

04 novembre 2016 ore 10:13, Luca Lippi
Il messaggio è chiaro: "Tutto quello che serve in termini di soldi lo metteremo". Ed Errani "risponde" a Renzi col decreto in tasca. Tante le speranze, in attesa di conoscere le nuove misure e chiaramente bisognerà trovare il modo, bisognerà recuperare i fondi, bisognerà tracciare gli argini.
Certo, dall’ultimo decreto diverse cose sono cambiate, per chi non vive direttamente la tragedia ancora in corso tutto può sembrare il movimento di una medesima area geografica, ma si deve ragionare per ‘comunità’.
Se è vero, come è vero, che lo Stato dopo un mese e mezzo aveva deciso come agire e cosa offrire alle popolazioni colpite dal terremoto, è altrettanto vero che dal 30 ottobre tutto deve essere rimesso in discussione.
Terremoto Centro Italia: oggi nuovo decreto e nuove modalità di rimborso
La nuova tragedia che si è abbattuta sul centro Italia ha intaccato l'iter del decreto verso la conversione. 

Come si comporterà il Governo, dunque? Cosa e chi pagherà? Facciamo il punto: 

Il ‘vecchio’ decreto
Gli interventi previsti dal decreto di inizio ottobre riguardavano innanzitutto la proroga della moratoria relativa ai versamenti e agli adempimenti tributari, anche relativi alle cartelle di pagamento emesse dalle società di riscossione e agli avvisi di accertamento.
Si dettavano poi le indicazioni principali per la ricostruzione, con interventi distinti a seconda che il destinatario dell'aiuto fosse il pubblico o il privato.
Infine, l'indennizzo statale per tutti coloro che avevano subito danni a seguito del terremoto del 24 agosto era del 100% per le prime e le seconde case e le imprese all'interno del cratere e, previa dimostrazione del nesso di causalità, per le prime e le seconde case site in borghi caratteristici e centri storici e per le attività produttive fuori dal cratere.
Gli indennizzi
Ora è tutto da rifare: il cratere si è ampliato in maniera esponenziale e anche il vecchio ha subito un durissimo colpo dopo la terza scossa. Ma non solo: anche le aree limitrofe sono estremamente danneggiate e i cittadini fuori casa sono un numero impensabile.
Se per alcuni il risarcimento è a ragione scontato e la distruzione evidente, per gli abitanti di numerosi altri paesi e città, che crepa dopo crepa temono a rientrare a casa o non possono farlo, la risposta non è così ovvia. L'unica certezza è che dovranno riparare.
Interventi dello Stato
Le risposte che ancora mancano, tuttavia, sono attese a breve. 
Con riunione straordinaria del 31 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha integrato, per la seconda volta, la dichiarazione dello stato di emergenza stanziando ulteriori 40milioni di euro e ha assunto formalmente l'impegno a varare il nuovo decreto in tempi brevi. 
Il nuovo decreto per le imprese
Il primo step dovrebbe essere compiuto già oggi, con l'approvazione del decreto rivolto alle imprese per consentire l'acquisto o la riparazione di macchinari e il ripristino delle strutture produttive con danni lievi. Almeno alcune imprese potranno riprendere la produzione o l'attività in tempi celeri, arginando per quanto possibile una conseguenza rilevante del sisma: quella economica.
Sciacallaggio edilizio
Sempre oggi, il Governo dovrebbe prendere in carico anche il problema delle infiltrazioni criminali negli appalti per la ricostruzione, individuando le misure utili per rafforzare il sistema di controllo e prevenzione.
Container
La ricerca dei container, poi, dovrebbe avvenire ricorrendo al mercato telematico, evitando gli affidamenti diretti.
Risorse economiche
Le misure attese sono queste e numerose altre. Ma le risorse? Per queste dobbiamo fidarci di quanto detto dal Presidente del Consiglio, delle sue rassicurazioni. Di certo una buona parte delle comunità colpite non è gente da albergo, come abbiamo già scritto, e come si è già letto dalle cronache degli ultimi giorni, sono già al lavoro, meglio, non hanno mai smesso di lavorare. Al Presidente del Consiglio non deve essere sfuggito questo particolare e sarà l’operosità di chi non dà tempo alle scarpe di raffreddarsi tra la sera e il mattino che offrirà spunti per trovare soluzioni veloci.

autore / Luca Lippi
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