Cinema, c'è la legge: nuove sale, meno burocrazia e sostegni a start-up

04 novembre 2016 ore 15:19, Americo Mascarucci
La Camera ha approvato in via definitiva con 281 voti a favore, 97 contrari e 11 astenuti la legge di riordino del cinema e dell’audiovisivo.
"Si tratta di una riforma attesa da oltre cinquant'anni e ben preparata nei lavori della commissione Cultura al Senato - ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini - che prevede la creazione di un fondo completamente autonomo per il sostegno dell'industria cinematografica e audiovisiva e pone fine alla discrezionalità".
E' previsto un piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove.
Con la nuova legge viene inoltre creato il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l'audiovisivo, per sostenere gli interventi attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. 
"Con il Fondo cinema - spiegano dal Ministero - aumentano le risorse del 60%: 150 milioni in più e nasce un meccanismo virtuoso di autofinanziamento. Il fondo è alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. A decorrere dal 2017, l'11% del gettito Ires e Iva di questi settori costituirà la base di calcolo delle risorse statali destinate al finanziamento del Cinema e dell'audiovisivo: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui".

Cinema, c'è la legge: nuove sale, meno burocrazia e sostegni a start-up
Con la nuova Legge Cinema poi saranno abolite le commissioni ministeriali che decidono quali film ricevono i finanziamenti pubblici in base al loro interesse culturale. 
Al suo posto sarà introdotto un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana, cioè contributi che verranno forniti dallo Stato sulla base di parametri oggettivi: i produttori e i distributori di film che hanno ricevuto premi e che hanno avuto buoni incassi riceveranno fondi per fare altri film. 
Con la riforma i film smetteranno anche di essere classificati dalle commissioni, e il compito passerà direttamente ai produttori.
Il MiBACT ha poi spiegato che "fino al 18 per cento delle risorse del nuovo fondo sarà offerto a giovani autori, start-up, piccole sale, contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità, contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia. Il 3 per cento del fondo invece servirà a promuovere il cinema nelle scuole".

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