Mario Adinolfi difende Radio Maria: "Tutto falso. Perché viene utilizzato padre Livio?"

04 novembre 2016 ore 16:17, Lucia Bigozzi
“Tutto falso. Padre Livio viene utilizzato, perché? Radio Maria è un luogo con persone miti, intelligenti perché capiscono molto di ciò che accade; è un luogo di informazione libera senza uguali in Italia. Il vero fascismo è in altre radio, non certo in Radio Maria”. Due passaggi del ragionamento che Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia e direttore del quotidiano online La Croce, argomenta nella conversazione con Intelligonews sulla polemica del giorno. 

Polemiche fortissime sulla frase che sarebbe stata pronunciata da un collaboratore esterno di Radio Maria sul “terremoto castigo di Dio per le unioni civili”, rispetto alla quale la redazione e il direttore padre Livio hanno subito preso le distanze e smentito. Ci spieghi perché non è vero e perché un cattolico non può ragionare così. 

"Il Corriere della Sera di oggi a pagina continua a scrivere un’affermazione che non esiste. Padre Livio Fanzaga non ha detto ciò che viene scritto; neanche l’altro conduttore credo abbia messo in correlazione il terremoto con la legge sulle unioni civili: è falso pure questo. Il principale dei problemi che dobbiamo porci, è perché viene utilizzato padre Livio, la figura di padre Livio per metterlo alla berlina su tutti i giornali? Lo dico perché il Corsera e altri giornali non hanno messo una riga sulla frase choc di Massimiliano Parente a proposito di terremoti e chiese crollate. Il tema interessante di questa vicenda è la manipolazione dell’informazione. Questa frase su cui si grida allo scandalo è indicibile? Attenzione, io non direi mai perché proprio non lo penso che il terremoto sia un castigo di Dio per le unioni civili, ma si può affermare che esiste dal punto di vista teologico, il castigo di Dio? E’ una frase che si può ancora dire oppure è una frase impronunciabile e quindi i cristiani devono ormai rinunciare a parlare in termini teologici perché il mainstream detta una conventio ad excludendum rispetto a questi ragionamenti? Il punto vero è: la costruzione del falso mediatico e il bavaglio alla posizione dei cattolici; questa è una cosa molto grave".

Mario Adinolfi difende Radio Maria: 'Tutto falso. Perché viene utilizzato padre Livio?'
Dalla frase poco felice sulla Cirinnà dalle frequenze di Radio Maria alle polemiche di oggi: va cambiato la comunicazione cattolica o no? Cosa ci vede dietro?  

"Radio Maria non deve cambiare nulla. Nello specifico svolge un lavoro di evangelizzazione molto importante e l’unico motivo per cui vengono puntate le dita contro Radio Maria è perché ha un successo enorme: milioni di radioascoltatori, 850 ripetitori sul territorio nazionale, è un fenomeno mondiale non controllabile perché totalmente scevro di pubblicità commerciale. Siccome è uno strumento completamente libero, in mano a persone libere e non controllabile dalla pubblicità commerciale e per di più ha pure l’impudenza di avere successo con milioni di radioascoltatori, questa cosa viene considerata intollerabile dal mainstream. Secondo me, la comunicazione cattolica che è  polverosa e molto ipocrita sotto vari punti di vista, da Radio Maria ha solo da imparare". 

Lei che conosce padre Livio e la realtà di Radio Maria può dirci se si tratta di un “terribile covo di pericolosi fondamentalisti” come talvolta vengono dipinti? 

"Conosco perfettamente quel territorio, sono andato in onda tre giorni fa su Radio Maria che è un posto con persone miti, con persone intelligenti perché capiscono molto di ciò che accade; è un luogo di informazione libera senza uguali in Italia; è un luogo pedagogico; chi si avvicina a Radio Maria impara e questa è una cosa molto importante. Se c’è qualcosa di lontano dall’estremismo e dal fondamentalismo è quello, è un luogo che ha lo sguardo rivolto verso la Regina della Pace, verso qualcosa che ha a che fare con l’amore – quello vero - e dunque è davvero ciò che di più alieno possa essere immaginato da ogni totalitarismo o anche solo dalla stupidità che invece, purtroppo avverto in altre radio nazionali e in maniera continua, perché il vero fascismo è in altre radio, non certo in Radio Maria". 

autore / Lucia Bigozzi
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