Che fine ha fatto Nathalie Caldonazzo?

04 novembre 2016 ore 12:46, intelligo
di Anna Paratore

«Di solito non parlo mai di Massimo, ma mi fa piacere ricordare che venti anni fa venimmo insieme a Porto Rafael, ospiti di amici. Io ero molto diffidente, stare insieme a un attore mi faceva paura. L’ultimo giorno eravamo in barca, a un certo punto sentii un maglione che mi cingeva. Era lui. Fu proprio in quel momento che nacque il nostro amore. Nelle acque della Sardegna».

Fa un po’ impressione pensare che Nathalie Caldonazzo abbia ormai 47 anni. Per carità, non che questo faccia di lei una signora di mezza età, anche considerando il modo splendido in cui porta la sua età, ma perché l’immagine che prima tra le altre viene in mente di lei è quella della “pariolina”  Turchese, l’algida biondina alle prese col casereccio Cesare, commesso, che si spaccia per il figlio di un paperone in un viaggio in Sardegna.  La pellicola è Fratelli d’Italia (1989), film ad episodi di Enrico e Carlo Vanzina che prende in giro vezzi e stramberie degli italiani, ed è con essa che una giovanissima Nathalie fa il suo esordio cinematografico.
Nathalie nasce il 24 maggio del 1969 dal matrimonio presto fallito tra l’attrice Leontine Snell e l’imprenditore Mario Caldonazzo. Della sua infanzia e della giovinezza, Nathalie non ha un bel ricordo. Lo ha rivelato solo dopo tanti anni spiegando cosa l’avesse tormentata. “Conosco la violenza, l’ho subita sulla mia pelle di bambina. Ho subito questo odio da parte di un uomo“.  Suo padre
Che fine ha fatto Nathalie Caldonazzo?
muore che lei ha appena 17 anni e malgrado il rapporto difficile, ne avverte la mancanza. Si getta per questo nel mondo del lavoro. E’ una bellissima ragazza, fisico da modella, alta 1,78, occhi scuri e vellutati,  capelli biondi. Si impiega come PR in varie discoteche tra Roma e la Costa Smeralda.  Ed è proprio in Costa Smeralda che conosce Massimo Troisi, il primo grande amore della sua vita, accanto al quale vivrà con riserbo fino alla morte di lui, nel 1991.
Con la prematura scomparsa dell’attore, Nathalie si ritrova di nuovo sola, e si getta anima e corpo nel lavoro.  Nel 1997 entra a fare parte della compagnia del Bagaglino di Pierfrancesco Pingitore, di cui sarà a lungo la prima donna, ma l’anno dopo gira anche Paparazzi, di Neri Parenti, dove ritrova il suo primo compagno di lavoro al cinema, Cristian De Sica.  Arriva poi il momento delle serie televisive. Per circa un anno Nathalie fa parte del cast di CentoVetrine poi di Anni ’60.  Terminati gli impegni televisivi, passa al teatro che scopre assolutamente in sintonia con i propri mezzi.  Racconta a chi le chiede se quella sia davvero la sua strada o se abbia rimpianti: “La mia scelta l’ho fatta da anni, seguo il teatro e in merito a questo ho tanti progetti, è la mia dimensione ideale. Sono una persona che da anche molto spazio alla vita personale, a mia figlia, agli hobby, allo sport. Non concentro tutto solo su una cosa e quindi il teatro mi da quello che cerco senza invadere gli altri spazi della mia vita. Ho imparato a gestire la mia professione in base alle mie esigenze, evitando così di andare fuori di testa per sovraccarico di impegni.”
Così porta in scena La bisbetica domata, per la regia di Alessandro Capone; Fiore di cactus regia di Guglielmo Ferro; Una strega in paradiso regia di Silvio Giordani; Pene d'amore perdute regia di Livio Galassi; La locandiera regia di Caterina Costantini;  MR-Musical Romantico regia di Adriana Cipriani; Uomini sull'orlo di una crisi di nervi regia di Alessandro Capone; Finché giudice non ci separi regia di Augusto Fornari; Facciamo un sogno regia di Alessandro Marrapodi; Una bugia tira l'altra regia di Luigi Russo. Nel 2009 entra nella scuderia di Lele Mora, all’epoca ancora il più potente agente di spettacolo italiano e, nello sesso anno, è impegnata in teatro con lo spettacolo La trappola di Norman Crisp con Giancarlo Zanetti. Ma non basta.  Nathalie si concede spesso alla moda e, del resto, col fisico che si ritrova  non c’è da meravigliarsi  se nel 2000 è la madrina del lancio di un reggiseno push up per il brand italiano Parah, organizzato su un Boeing 777. Poi, nei ritagli di tempo, il 9 maggio del 2007 inaugura ai Parioli il ristorante giapponese – ma che propone anche cucina malese - Chikutei (fiori di bambù) con l’amica Anna Chang.
Intanto, oltre all’impegnativa carriera che si è scelta, c’è anche la vita privata che però sembra essere decisamente poco stabile.  Dopo la morte di Troisi nella vita di Nathalie entrano Paolo Calissano, attore di fiction televisive dalla vita tormentata, Stefano Bonaga, filosofo e politico, già noto per una love story con Alba Parietti e Pino Quartullo, attore, regista e sceneggiatore italiano. Nathalie ha poi una storia importante con l’imprenditore Riccardo Sangiuliano da cui ha avuto la sua unica figlia Mia, chiamata così in onore di Mia Farrow, attrice che Nathalie ama molto. Nathalie è la prima a dire che in amore non ci si deve mai accontentare e se anche ora si dichiara single, non ha certo perso la speranza di incontrare il Principe Azzurro.  Per adesso, sfoga emozioni e sentimenti con una nuova passione: la pittura. Dice: “Avevo la passione per la pittura da tempo, ma lo facevo solo per hobby. Di recente però ho cominciato a dipingere quadri piuttosto violenti che raffiguravano Barbie distrutte. Mi piace l’arte pop, perché con i colori molto accesi ti consente di sconvolgere e portare all’estremo la realtà.“  L’arte come terapia per emozionare e non sentirsi soli o per dimenticare traumi infantili? Perché no se fa a una donna bella, volitiva e di talento, che nella vita ha dovuto anche molto combattere? 
In bocca al lupo, Nathalie.

autore / intelligo
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