Enzo Boschi su espansione terremoto: "Non possiamo escluderla. Tratto appenninico è a rischio"

04 novembre 2016 ore 12:56, Americo Mascarucci
"Le zone sismiche vicina a questa faglia sono tutte note. Metterle in sicurezza". Enzo Boschi, geofisico e già presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia parla ad Intelligonews delle ultime previsioni giunte proprio dall'Istituto da lui in precedenza diretto. L'INGV infatti non esclude altre possibili violente scosse nelle zone colpite dal terremoto che dal 24 agosto sta interessando l'Italia Centrale, e ha fatto sapere che potrebbe verificarsi un progressivo spostamento della faglia verso nord o nord-ovest.

Professor Boschi, l'INGV sembra non escludere altre violenti scosse di terremoto dopo quelle degli ultimi giorni. E' concreto questo rischio?

Enzo Boschi su espansione terremoto: 'Non possiamo escluderla. Tratto appenninico è a rischio'
"Purtroppo non possiamo escludere nulla. Però il segmento sismico che si è attivato e che sta continuando a sprigionare energia, è attivo ad una profondità di 10/15 km, quindi  inaccessibile all'osservazione diretta. Quello che sappiamo possiamo dedurlo soltanto da precedenti sequenze sismiche e sulla base di precedenti esperienze non si può escludere escludere assolutamente nulla. Tuttavia la speranza è che la violenza delle scosse sia contenuta al massimo, anche se scosse di magnitudo 5 o anche 5.5 si potranno avere a conclusione dell'evento sismico complessivo".

E sulla possibilità che la faglia possa spostarsi più a nord o a nord-ovest?

"La zona interessata rimane quella del tratto appenninico ed è una zona che si estende lungo circa 40 km: ogni terremoto è una frattura della crosta terrestre e quindi ogni terremoto genera nuove fratture che possono spostarsi. Ad ogni modo ogni sequenza sismica iniziata deve avere una fine e quindi anche questa prima o poi finirà. Speriamo presto".

Quindi non è dato sapere quali zone a nord o a nord-ovest dell'epicentro di Norcia potrebbero essere interessate dallo spostamento della faglia?

"Le zone sismiche vicina a questa faglia sono tutte note quindi basterebbe metterle in sicurezza".

Intanto però come possono gli abitanti delle zone colpite pensare di ricostruire di fronte a scosse che a distanza di settimane ricompaiono con violenza rischiando di completare l'opera di distruzione?

"E' comprensibile che la gente abbia paura e che si scoraggi di fronte al ripetersi di scosse più o meno violente. Ma come detto il terremoto prima o poi finirà. Nessun terremoto dura all'infinito e anche questo esaurirà le proprie energie. L'Italia è un Paese sismico, i terremoti ci sono sempre stati e purtroppo ci saranno sempre. E' brutto dirlo, ma dobbiamo convivere con il rischio sismico perché nessuna zona può considerarsi completamente immune. Sarebbe importante che la progettazione degli edifici, pubblici e privati, tenga conto di questo rischio e avvenga con tutte le precauzioni e le misure preventive del caso. Ma ciò purtroppo non è mai avvenuto e ad ogni terremoto se ne ha conferma. Non è possibile prevedere i terremoti, è invece possibile fare prevenzione per scongiurare, o quantomeno limitare, i danni. Ciò che manca in Italia è proprio la cultura della prevenzione"
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