Il dilemma degli ex An: Pdl-centrista o Forza Italia-falchista?

04 ottobre 2013 ore 12:42, Francesca Siciliano
Gasparri-matteoliDa che parte stanno gli ex An nel Pdl? Con la Forza Italia di Silvio e dei super-falchi (Santanché, Verdini, Ghedini, Capezzone) o nella moderata corrente degli alfaniani pronti ad abbandonare “il Padre” restando nella “Casa”? Nella due-giorni di passione che ha visto un Cavaliere semi-disarcionato dal suo Delfino, “loro” - i discendenti dell'ex partito di Gianfranco Fini – hanno preferito rimanere nel cono d'ombra della realpolitik, non esporsi troppo, non rilasciare dichiarazioni particolarmente colorite. Non tutti, certo: Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, i capostipite, hanno provato a ricucire la spaccatura (apparentemente insanabile) tra i due schieramenti. Nella notte tra mercoledì e giovedì, infatti, Gasparri è stato addirittura convocato d'urgenza a Palazzo Grazioli, con ogni probabilità per svelenire il clima da resa dei conti. Per gli ex An, dunque, non è affatto facile scegliere tra i due schieramenti (o partiti?). Se da un lato Andrea Augello, senatore del Lazio, nelle ore immediatamente precedenti al voto di fiducia a Palazzo Madama sembrava orientato verso la pattuglia “ministeriale” di Alfano, il gruppo dei gasparriani è rimasto parecchio male per la fuga in avanti (e in solitaria) del governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti; che oltre ad essersi apertamente schierato con la compagine del vicepremier, si è trascinato dietro anche gran parte dei senatori calabresi, “convincendoli” a votare la fiducia all'esecutivo a prescindere dalla decisione finale che avrebbe preso il Cavaliere. Anche Scopelliti, tuttavia, nelle ore successive (e a freddo) ha dichiarato di sentirsi nettamente contrario a creare nuovi gruppi parlamentari e si è rimboccato le maniche mettendosi a lavorare ad una ricucitura del partito. Ora i gasparriani, dunque, dovranno fare una riflessione sul tema. Il tempo c'è: la spaccatura pidiellina per il momento (vista la strage di Lampedusa) è stata rimandata a data da destinarsi. Ma tutti, in cuor loro, sanno che è solo questione di tempo; che entro qualche giorno torneranno sul tavolo i malumori e i dissidi interni. E la scelta da fare. Difficilmente, vista la loro storia, gli ex An potranno aderire convintamente a un progetto come quello di Alfano e Letta, percepito come troppo "neocentrista" e, per alcuni, addirittura pd-centrico. Dalla padella alla brace: morir democristiani o soccombere alla Santanché?
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