Sansonetti: «Il Pdl si spacca: avremo 4 partiti. Vi svelo chi è il mio primo e unico leader»

04 ottobre 2013 ore 14:19, intelligo
Sansonetti: «Il Pdl si spacca: avremo 4 partiti. Vi svelo chi è il mio primo e unico leader»
di Andrea De Angelis «Francesco è uno dei pochi a ritenere che gli occidentali e gli africani abbiano gli stessi diritti: sono completamente ateo e di sinistra, non ho mai riconosciuto un leader, ma quasi quasi mi viene voglia di farlo con questo Papa». Così Piero Sansonetti, giornalista e scrittore, rivela a IntelligoNews tutta la stima che nutre nei confronti del vescovo di Roma. «Quando in aereo alla domanda sui gay ha risposto: "E chi sono io per...", ha rovesciato la Chiesa degli ultimi millecinquecento anni», ha sottolineato il direttore de Gli Altri. Poi l'intervista verte sulla politica: «Il Pdl va verso la scissione, mentre il Pd vince l'ennesima battaglia che non combatte: restano legati l'uno all'altro e si va verso un sistema con quattro partiti».  Ieri a Lampedusa l'ennesima tragedia. Non sono mancate le polemiche, da alcuni definite sterile e vergognose. Secondo lei è arrivato il momento di realizzare un serio piano italo-europeo? «Io credo che non si possano fare piani se prima non si stabilisce qual è l'opinione e la cultura della classe dirigente».
Sansonetti: «Il Pdl si spacca: avremo 4 partiti. Vi svelo chi è il mio primo e unico leader»
Sansonetti: «Il Pdl si spacca: avremo 4 partiti. Vi svelo chi è il mio primo e unico leader»
Quali sono le opinioni che la hanno di più colpita in queste ore?
«Direi due, autorevolissime ma opposte. Quella di Napolitano che si occupa dell'Italia, e quella di Francesco che si occupa di difendere le vite umane che considera tutte uguali. Diciamo pure che Francesco è una delle poche persone a ritenere che gli essere umani occidentali e quelli africani abbiano gli stessi diritti e siano formati dallo stesso DNA... Veniamo a Napolitano: il suo parlare di "collaborazione con i Paesi di provenienza" dei richiedenti asilo è una contraddizione in termini. Non so se si sia reso conto che collaborare con i governi di chi chiede asilo vuol dire andare da quell'orco da cui le persone fuggono. Il Papa invece ha gridato "vergogna, vergogna", e c'è poco altro da aggiungere». Secondo lei quale messaggio è arrivato di più al cittadino medio? «Il cittadino medio e l'opinione pubblica italiana sono largamente dalla parte di Napolitano e addirittura della Lega Nord. Attenzione però: questo Papa sta rompendo molte uova nel paniere, lanciando sassate contro lo spirito pubblico prevalente in Occidente, e credo che tutto questo porterà a qualche risultato». Lei pensava che si sarebbe arrivati ad un Papa di nome Francesco che va ad Assisi nel giorno della festa del Patrono d'Italia e dice alla Chiesa che è arrivato il momento di spogliarsi? «Francesco mi fa effetto da parecchio tempo. Mi ha fatto un effetto clamoroso quando è andato a Lampedusa a sfidare l'opinione pubblica, e ho provato la stessa sensazione quando in aereo alla domanda sui gay ha risposto: "E chi sono io per...", rovesciando la Chiesa degli ultimi millecinquecento anni. Io sono completamente ateo, storicamente di sinistra, molto idiosincratico con i leader non avendone mai riconosciuto uno, ma questo Papa quasi quasi mi fa venire la voglia di riconoscerlo come leader...». Oggi in giunta si vota la decadenza di Berlusconi. L'esito è scontato? «Vedremo in Aula con il voto segreto se ci sarà qualche sorpresa, ma il voto di oggi in Giunta è scontato, non lo trovo  interessante». Come vede Pd e Pdl dopo la fiducia ottenuta dal governo Letta? In particolare i democratici rischiano una perdita di identità? «Io questo non lo credo, direi che il Pd ha vinto una battaglia che non ha combattuto, mentre in genere perde tutte quelle che combatte. Io ho l'impressione che Pd e Pdl siano legati indissolubilmente l'uno all'altro, anche perché non hanno politiche tanto diverse. Così come quando Veltroni fece il Pd il risultato dall'altra parte fu l'unificazione di Forza Italia e An, ora credo che con la scissione del Pdl si ricompatterà il centrosinistra». Quale dunque lo schieramento politico del futuro? «Avremo quattro partiti, uno di destra e uno di centrodestra, gli altri di sinistra e centrosinistra. Credo che il Pdl non resterà insieme, anche perché non ha grande interesse a farlo anche dal punto di vista elettorale».  
autore / intelligo
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