La verità sulla mossa di Hollande e la (mezza) rincorsa di Renzi

04 ottobre 2014, intelligo
La verità sulla mossa di Hollande e la (mezza) rincorsa di Renzi
di Gianfranco Librandi
Vive l’empereur! E via tutti dietro, ad affrontare l’epica sfida dei rivoltosi contro il mostro “fiscal compact”. Fermi tutti! C’è un retroscena e noi ve lo sveliamo, nessuna rivoluzione in atto, tutto procede nel solito moderato disordine. Il tono perentorio e categorico di Sapin (ministro delle finanze francese) ha incantato solo Matteo Renzi che è in difficoltà e non aspettava altro che qualcuno alzasse la voce per accodarsi. Il nostro primo ministro alle prese con la legge di stabilità, ha disperato bisogno di risorse e non sa dove andarle a prendere, voleva creare un asse italo-francese anti-austerità, e invece … la Francia non è altro che il soggetto negativo del 2015, ed è arrivato il suo turno, quindi mette avanti le mani. Per chi si chiede, a seguito dell’ultima affermazione, come mai il ministro delle finanze francese si permette di alzare la voce con la Troika, ebbene la risposta è semplice. Se la Francia non rispetta i parametri (e non ci riuscirà) dovrà essere sanzionata. Chi decide la sanzione, e l’entità della stesse? La decide il commissario europeo agli affari economici e monetari. Chi è l’attuale commissario agli affari economici e monetari? Pierre Moscovici che è l’ex ministro delle finanze francese, quello che ha contribuito a ingigantire i debiti della Francia sforando regolarmente i parametri. Anche a Strasburgo non siamo messi bene. Non cambia niente, la ricetta delle sinistre (Francia e Italia) è solo quella di fare debiti. Quando arriva il momento di pagarli, la soluzione è di farne altri, che sommati agli interessi, sono sempre più grandi. E’ storia che dove hanno governato le sinistre nel mondo, il debito è sempre aumentato. In democrazia, poi, è sempre toccato ad altri ripianare questi debiti. Dove, invece, democrazia non c’è (assenza di alternanza per capirsi) il debito continua a crescere fino al fallimento totale. E allora tornando tutto alla normalità, ecco che Renzi ha pronta la soluzione. L’Italia rassicura subito l’Europa (deve essere arrivato il monito) blindando il pareggio di bilancio nel 2017 con un nuovo aumento dell'Iva e di altre imposte indirette. La “clausola di salvaguardia” è scritta nella Nota di aggiornamento al Def e sarà inserita nella legge di Stabilità del 2015. Il valore della manovra è di 12,4 miliardi nel 2016, di 17,8 nel 2017 e di 21,4 miliardi nel 2018. Gli effetti recessivi, inevitabili a causa di una fisiologica contrazione dei consumi e d’investimenti si stima in 0,7 punti di Pil. L’Italia doveva ridurre il deficit strutturale quasi a zero nel 2015 e raggiungere il pieno pareggio nel 2016, invece appellandosi alle “circostanze eccezionali” previste dal Fiscal compact per ammettere deviazioni dagli obiettivi, il governo ha chiesto all'Europa un rinvio di 12 mesi. Il ministero delle finanze si giustifica affermando che “Raggiungere l’obiettivo imposto dall’Europa nel 2015 avrebbe richiesto una manovra correttiva pari a 0,9 punti di Pil, 15 miliardi in valore assoluto. L’effetto negativo sul reddito nazionale sarebbe stato di 0,3 punti. Rispettare anche la regola di riduzione del debito richiederebbe una correzione complessiva pari a 2,2 punti, 35 miliardi. L’impatto sulla crescita risulterebbe negativo per 0,8 punti”. Il discorso non fa una piega, ma sta di fatto che dall’insediamento del governo guidato dall’ex sindaco di Firenze non si è prodotta una riforma strutturale utile e universalmente accettata. Invece di cercare “compagni” al duolo (la Francia), è ora di chiudersi a lavorare seriamente, far fare i conti a chi si occupa professionalmente di Economia e quadrarli con chi l’Economia l’alimenta ogni giorno cercando di produrre lavoro rischiando capitale proprio. E’ impossibile continuare a sottrarre “ricchezza” ai consumi penalizzando direttamente e indirettamente soprattutto chi produce e chi dovrebbe consumare.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]