Pestaggi in nome della (folle) "etica mafiosa": blitz a San Giuseppe Jato

04 ottobre 2016 ore 9:18, Adriano Scianca
Maxi operazione contro la mafia, a Monreale. Colpito il mandamento di San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo. Sono stati impiegati circa 100 militari, con l'ausilio di unità cinofile ed elicotteri in azione nei territori di San Giuseppe Jato, San Cipirello e Monreale, per trarre in arresto boss e gregari. Le 16 ordinanze di custodia cautelare colpiscono chi si era “salvato” dal blitz che colpì il mandamento nel marzo sorso. 

Pestaggi in nome della (folle) 'etica mafiosa': blitz a San Giuseppe Jato
L'operazione di polizia arriva nel momento in cui stava per scoccare un'altra guerra di mafia. La fazione guidata dall'anziano Gregorio Agrigento, affiancato da Ignazio Bruno, era ormai in rotta con quella che faceva capo a Giovanni Di Lorenzo, soprannominato la Morte, che intendeva garantire gli interessi dei vecchi capi, a cominciare da Salvatore Mulè, storico capomafia che sta scontando diciannove anni di carcere al 41 bis. Alla fine fu trovata l'intesa e la guerra evitata. Ciò non ha evitato che venissero puniti alcuni personaggi della famiglia di Monreale. 

Nel corso dell'indagine è stata documentata in presa diretta la violenta reazione dei nuovi vertici nei confronti dei vecchi, accusati di avere violato ripetutamente le regole di Cosa nostra.In una sorta di guerra per la leadership all'insegna dei nuovi rapporti di forza e nel nome dei “principi mafiosi”. Fra le misure punitive utilizzate, teste di capretto e pestaggi.

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