Prove generali di “Fisco amico”: al via "il perdono" per i ritardatari

04 ottobre 2016 ore 13:49, Luca Lippi
Si apre una finestra per chi è decaduto dal beneficio della rateizzazione.
Nella circolare n. 41/E del 3 ottobre 2016 dell’Agenzia delle Entrate ci sono tutti i chiarimenti per chi è decaduto e vuole accedere nuovamente al beneficio del pagamento rateale nei confronti dell’Agenzia stessa delle somme dovute a seguito di definizione per acquiescenza all’avviso di accertamento oppure di adesione all’avviso di accertamento, al processo verbale di constatazione o all’invito a comparire. 
E' possibile essere riammessi alla rateazione solo se la decadenza è avvenuta tra il 16 ottobre 2015 e il 1° luglio 2016, con la presentazione - entro il 20 ottobre 2016 - di un’istanza all’Ufficio delle Entrate.
Il beneficio di essere riammessi ad un nuovo piano di rateazione per i contribuenti decaduti è stato previsto dall’art. 13-bis, comma 3, D.L. n. 113/2016, convertito dalla legge n. 160/2016.
Quindi niente paura, riprendete in mano il carteggio e andate alla dipedenza di Agenzia Entrate e concordate un nuovo piano di rientro, nulla è perduto!
Attenzione però, il beneficio è consentito solo per tutti coloro che hanno aderito mediante adesione all’avviso di accertamento, al processo verbale di constatazione e all’invito a comparire, non può essere valido per chi è stato oggetto di di istituto deflattivo del contenzioso (conciliazione o accordo di mediazione).

In sintesi, ecco chi può aderire:
-i contribuenti che abbiano pagato in forma rateale e siano decaduti dal piano di rateazione in quanto, dopo aver effettuato il versamento della prima rata, non hanno rispettato le successive scadenze del relativo piano di ammortamento. In particolare, la decadenza si è verificata a causa del mancato versamento di una rata (diversa dalla prima) entro il termine di pagamento della rata successiva.
-tutti i contribuenti per i quali la decadenza dalla precedente rateazione deve essersi verificata tra il 16 ottobre 2015 e il 1° luglio 2016 e la richiesta del nuovo piano rateale da parte del contribuente deve essere presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro il 20 ottobre 2016, che coincide con i 60 giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.
Ovviamente alla data di presentazione dell’istanza deve essere presente un debito residuo ancora da pagare.

Prove generali di “Fisco amico”: al via 'il perdono' per i ritardatari

Modalità di presentazione della domanda
Gli interessati possono presentare entro il 20 ottobre una semplice istanza all’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate, mediante consegna diretta presso l’Ufficio, invio per raccomandata oppure inviando richiesta per posta elettronica certificata.
La richiesta dovrà riportare l’indicazione degli estremi dell’atto cui si riferisce il piano di rateazione per il quale si è verificata la decadenza nonché del numero delle rate trimestrali in cui si intende pagare l’importo ancora dovuto.
Occorre fare molta attenzione a quando è stato perfezionato l’atto originario, poiché il nuovo piano rateale resta collegato ad esso. Il motivo è strettamente collegato al fatto che il 22 ottobre 2015 è entrata in vigore la nuova disciplina che innova le modalità di pagamento delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione e di acquiescenza, in particolare elevando il numero delle rate fruibili dal contribuente al di sopra di un certo importo (da dodici a sedici rate trimestrali se le somme dovute superano cinquantamila euro), Di conseguenza il residuo importo potrà essere dilazionato tra rate da 8 a rispettivamente 12 o 16, a seconda della normativa applicabile.

Analisi della nuova istanza ed emissione nuova rateizzazione
Agenzia Entrate procede a effettuare gli opportuni controlli e, laddove vi sia la sussistenza delle condizioni previste dalla legge, sospende i carichi eventualmente già iscritti a ruolo o affidati a Equitalia  a causa della decadenza ed elabora un nuovo piano rateale che terrà conto del numero di rate richieste dal contribuente nonché della normativa applicabile.
L’Ufficio deve informare il contribuente anche l’importo della rata iniziale che deve essere versato mediante modello di delega F24, avendo cura di riportare il codice dell’atto originario a cui il piano rateale afferisce, entro 60 giorni, insieme con gli interessi di rateazione.
Il contribuente dovrà far pervenire all’Ufficio la quietanza di pagamento della prima rata entro 10 giorni.

Se non si paga la prima rata secondo la procedura concordata
Nel caso di mancato pagamento della rata iniziale pur in presenza di un’istanza presentata tempestivamente, il contribuente non avrà la possibilità di accedere alla nuova rateazione e permane nella condizione di “decaduto”, con revoca della sospensione inizialmente emessa degli importi già iscritti a ruolo o affidati all’Agente della riscossione.
Nel caso invece di mancato pagamento di una delle rate diverse dalla quella iniziale entro il termine di pagamento della rata successiva si ha la decadenza dalla nuova rateazione.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]