Strage di Lampedusa, il 3 ottobre in Italia e la "memoria corta" dell'Europa

04 ottobre 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
Il 13 ottobre di tre anni fa si consumò nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, una delle più gravi stragi di migranti. 
Costò la vita a 386 persone che si erano imbarcate su una carretta del mare.
Sull'isola un migliaio di persone hanno partecipato alla marcia verso la Porta dell'Europa proprio per ricordare quel giorno di tre anni fa e celebrare la prima Giornata della memoria e dell'accoglienza.   
"Da quest'anno - si legge in una nota della fondazione Migrantes -, la data del 3 ottobre è diventata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, con una legge voluta dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica il 21 marzo 2016. E' una Giornata della memoria, al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria".
E' una Giornata per educare le giovani generazioni a raccogliere la sfida delle migrazioni tutelando la vita e la dignità delle persone e, per chi crede, è una Giornata per pregare e gridare ancora che le persone che sbarcano non sono clandestini, ma migranti in fuga, uomini e donne come noi.
A Lampedusa, tra gli altri, anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Tre anni fa era solo una tragedia italiana oggi è una giornata europea - ha detto il Ministro - Noi non sappiamo se sono profughi o no quando li salviamo ma sappiamo che dobbiamo salvarli". Alfano poi evidenzia ancora una volta la necessità di un approccio europeo all'emergenza degli sbarchi: "Questa ricorrenza è un'ultima chiamata per l'Europa, che non può' stare al balcone".

Strage di Lampedusa, il 3 ottobre in Italia e la 'memoria corta' dell'Europa
Ma cosa ha fatto l’Europa fino ad oggi? Promesse, promesse, tante promesse. E i fatti? Pochi o niente visto che i morti in mare purtroppo continuano ad essere all’ordine del giorno. 
Disperati che a bordo delle carrette cercano di raggiungere le coste italiane per inseguire il sogno europeo, un futuro migliore per se stessi e i propri figli. 
Non è un caso se ancora oggi si continua a chiedere all’Europa di mettere mano al problema dei migranti. 
La federazione internazionale degli organismi cristiani di servizio e volontariato (Focsiv) denuncia: "I timidi tentativi della Commissione europea per riformare il regolamento di Dublino e per una distribuzione equa dell’accoglienza tra i Paesi membri non ha prodotto risultati. Il fallimento interno ha ripercussioni anche fuori dai confini dell’Unione, fuori da quelli europei. L’unica misura finora adottata è l’aver scaricato sui paesi confinanti la responsabilità di accogliere e l’aver fermato i profughi che vorrebbero entrare in Europa con i muri" denubncia la Federazione.
Ricordare è importante, ma è proprio a Bruxelles che si dovrebbe fare memoria.

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