Dal lievito del pane al Nobel, così l'autofagia ha reso grande Ohsumi

04 ottobre 2016 ore 13:07, Micaela Del Monte
E'  la settimana dei premi Nobel. Sei categorie (Pace, Letteratura, Medicina, Fisica, Chimica, Economia) e altrettanti vincitori che vengono solitamente premiati in ottobre e la cerimonia di consegna si tiene a Stoccolma presso il Konserthuset ("Sala dei concerti") il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore, con esclusione del premio per la pace che si assegna anch'esso il 10 dicembre a Oslo.

Dal lievito del pane al Nobel, così l'autofagia ha reso grande Ohsumi
Ad aggiudicarsi quest'anno il Nobel per la medicina è lo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi, 71 anni, che ha scoperto i meccanismi dell’autofagia, ovvero (etimologicamente significa "mangiare se stesso").  E' come se le nostre cellule si ''autoriciclassero'': distruggono le loro componenti che sono diventate inutili e le trasportano al di fuori della loro membrana, giocando quindi un ruolo fondamentale nelle nostre difese. Da una parte questo meccanismo permette la pulizia della cellula, dall'altro permette alla cellula di sostenersi in situazioni difficili. Quello dell'autofagia è un meccanismo biologico, studiato fin dagli anni Cinquanta, e già premiato con un Nobel al belga Christian de Duve, nel 1974, per la scoperta dei lisosomi, organelli della cellula capaci, appunto, di distruggere prodotti di scarto. Ma Ohsumi ha fatto di più: ha studiato i geni che regolano l’autofagia, concentrandosi sulle cellule di un piccolo microrganismo, il lievito del pane. E ha scoperto che, quando questi geni sono alterati, i rifiuti si accumulano e possono dare origine a diverse patologie: dal diabete al morbo di Parkinson, dalla malattia di Huntington al cancro. E promuovere l’invecchiamento. Adesso la sfida è sfruttare queste conoscenze per trovare nuove cure.

"Sono estremamente onorato per l'attribuzione del premio" ha detto il biologo giapponese nel corso di un'intervista telefonica al canale pubblico giapponese Nhk. Ohsumi ha sottolineato che ha voluto fare un tipo di ricerca diversa dagli altri studiosi e che ha sempre pensato che il processo di decomposizione fosse un tema interessante. "Il corpo umano - ha spiegato - ripete costantemente il processo di auto riciclaggio, o cannibalismo, creando un equilibrio assoluto tra formazione e disfacimento. Fa parte del circolo della vita". Ohsumi è il quarto cittadino giapponese a ottenere il Nobel della medicina. L'ultimo era stato Satoshi Omura nel 2015.

Yoshinori Ohsumi è nato nel 1945 in Giappone, a Fukuoka. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università di Tokyo nel 1974. Dopo aver trascorso tre anni negli Stati Uniti, nella Rockefeller University di New York, è tornato nell'Università di Tokyo, dove, nel 1988, ha istituito il suo gruppo di ricerca. Dal 2009 è professore presso il Tokyo Institute of Technology. Il Nobel segna il culmine di una carriera costellata di titoli e riconoscimenti, perché la scoperta sul meccanismo dell'autofagia gli ha già fatto guadagnare diversi premi. Sempre quest'anno il biologo ha infatti ricevuto il prestigioso Wiley Prize in Scienze Biomediche, della Rockefeller University di New York, riconoscimento assegnato a chi si distingue nel campo della ricerca pura o applicata. Lo scorso anno aveva ricevuto ben tre ambiti premi: il Keio Medical Science Prize, riconoscimento assegnato ai ricercatori che hanno dato un contributo significativo alle scienze mediche o a quelle della vita; l'International Prize for Biology per l'eccezionale contributo al progresso della ricerca nella biologia fondamentale; e il Gairdner Foundation International Award, riconoscimento assegnato da una nota fondazione canadese nel campo delle scienze mediche, considerato precursore del Nobel. In passato il biologo giapponese aveva già ricevuto diversi riconoscimenti al suo operato, solo per citarne alcuni: il Fujihara Award, della Fujihara Foundation of Science nel 2005; il Japan Academy Prize nel 2006; il Kyoto Prize for Basic Science nel 2012. 
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