Ilva, rapporto choc: +30% di bambini malati. Scintille tra Emiliano e Renzi

04 ottobre 2016 ore 10:46, Lucia Bigozzi
C’è un’indagine che dice che per chi vive vicino al polo siderurgico dell’Ilva di Taranto è più alto il rischio di malattie e ricoveri ospedalieri. C’è di più: le risultanze dello studio sono la base sulla quale la Regione Puglia ha deciso di impugnare la legge “salva-Ilva” perché, si legge nelle motivazioni, “l’esclusione di qualunque strumento collaborativo con la Regione rende palesemente incostituzionale la disposizione impugnata”. Si profila dunque un braccio di ferro tra il governatore dem e il governo. Lo studio è stato condotto dagli esperti del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia, insieme al Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di Ares Puglia e segnala dati preoccupanti soprattutto per i minori evidenziando che tra i bambini da 0 a 14 anni che vivono a Taranto, “si sono osservati eccessi importanti per le patologie respiratorie: in particolare tra i bambini residenti al quartiere Tamburi si osserva un eccesso di ricoveri pari al 24 per cento”. Percentuale, scrivono gli esperti nell’indagine, che arriva al “26 per cento tra i bambini residenti al quartiere Paolo V”.  Nel rapporto si sottolinea inoltre – ed è questo l’aspetto forse più preoccupante – una “relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario” e viene mostrato l’esito delle verifiche epidemiologiche eseguite per considerare e approfondire l'effetto delle sostanze tossiche di origine industriale emesse dallo stabilimento Ilva sulla salute dei residenti.

Ilva, rapporto choc: +30% di bambini malati. Scintille tra Emiliano e Renzi
Ma come è stata condotta l’indagine? Il campione è rappresentato dalle 321.356 persone residenti tra il 1 gennaio 1998 ed il 31 dicembre 2010 nei comuni di Taranto, Massafra e Statte. Persone che sono state seguite fino al 31 dicembre 2014, ovvero fino al decesso oppure al trasferimento in un’altra città.
A ciascuna persona, in base all’indirizzo della residenza, sono stati assegnati degli indicatori dell’esposizione alla fonte di inquinamento rilevata nell’area. Fin qui la parte tecnica, ma il punto sta anche nella presa di posizione molto netta del governatore Emiliana per il quale “questo studio complesso ha indicato una connessione diretta tra aumento della mortalità per tumore e per malattie cardiovascolari, respiratorie e i picchi di innalzamento della produzione della fabbrica, anche in epoca molto recente e successiva alla contestazione di cui al capo di imputazione del processo di Taranto”. Non solo: il presidente della Regione Puglia chiama in causa il governo quando sostiene che “sono necessari con immediatezza interventi dal parte del Governo sulla attività della fabbrica per evitare che questi dati sulla eccessiva mortalità siano confermati nel futuro. Si tratta di provvedimenti urgenti che solo il governo può utilizzare, dando istruzione ai commissari per la regolazione della attività dell'impianto. Il rapporto è stato trasmesso più di una settimana fa al Presidente del Consiglio che quindi lo sta esaminando e sulla base di questi elementi cercheremo di comprendere in che maniera ridurre questo rischio per la popolazione residente. La Regione Puglia è ovviamente a disposizione del governo in termini di leale collaborazione per rendere questo processo il meno disagevole possibile”. 

A stretto giro arriva la replica del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti che non pare avere gradito la “strigliata” di Emiliano: “Le autorità sanitarie, che stanno già monitorando attentamente la situazione di Taranto, esamineranno con la massima attenzione anche i dati presentati a Bari. A Michele Emiliano ricordo che al centro del decreto legge c'è proprio la valutazione del piano ambientale come presupposto per il futuro di Ilva. C'è chi, come lui, lavora per lo sfascio e chi, come il governo, per tutelare insieme salute e occupazione”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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