Che fine ha fatto Morgan Freeman?

04 ottobre 2016 ore 13:53, intelligo
di Anna Paratore

Quando è nato ormai 79 anni fa, laggiù , nel cuore stesso dell’America, in quello che è uno degli stati dove il razzismo e l’apartheid hanno retto più a lungo, a Memphis, nel Tennessee, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel ragazzino nero, di famiglia modesta, non proprio carino, alto e dinoccolato, sarebbe diventato uno degli attori più noti del cinema.
L’esordio di Morgan Freeman sul palcoscenico del mondo, non è esaltante. Suo padre fa il barbiere, la mamma è una donna delle pulizie, ma ci sono anche tre fratelli maggiori da mantenere, e la famiglia non naviga nell’oro. Così, spesso, si deve trasferire da una città all’altra sempre alla ricerca di lavoro e di un miglioramento.  Intanto, però, Morgan dimostra il suo talento recitativo interpretando il protagonista in uno spettacolo scolastico. Quattro anni dopo vince una competizione statale di recitazione e come premio ottiene di debuttare in uno spettacolo radiofonico a Nashville.  Promette dunque benissimo il giovane Morgan, ma le condizioni della famiglia e un certo pragmatismo lo portano a considerare di cercarsi un lavoro stabile non appena terminato il liceo. Così accantona la recitazione e inizia a lavorare come meccanico nella U.S. Air Force

Ma dopo un po’, nemmeno quell’attività gli appare un punto di arrivo, così si trasferisce a Los Angeles, dove lavora come impiegato al Los Angeles Community College.  Dotato com’è di un’incredibile energia, il giovane Morgan non riesce però a stare fermo per troppo tempo, e saltella  da Los Angeles a New York dove lavora come ballerino all'Esposizione universale del 1964, e a San Francisco, dove diviene membro del gruppo musicale Opera Ring.  Alla fine, dopo tanto peregrinare, torna al suo primo amore, e fa il suo debutto nella trasposizione teatrale di The Royal Hunt of the Sun adattata dalla sua compagnia teatrale, ed apparve in una piccola parte nel film L'uomo del banco dei pegni, del 1964. 
Ma non sarà né a Broadway né Off-Broadway che Morgan troverà la notorietà. Questa giunge grazie a un programma didattico per bambini del canale televisivo statunitense PBS The Electric Company e dalla soap opera Destini, conosciuta anche in Italia.  Poi arrivano i primi film, alcune pellicole impegnate di gran qualità che lo portano nel 1988 a ricevere la sua prima nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista per Street Smart - Per le strade di New York. La seconda nomination arriva nel 1990 e stavolta è per migliore attore protagonista per il delizioso film A spasso con Daisy. Vincerebbe probabilmente a mani base se proprio quell’anno Daniel Day –Lewis non fosse stato nominato per Il mio piede sinistro. Ma anche se l’ambita statuetta sfugge ancora, Morgan accusa il colpo e continua con rinnovato vigore. Perciò recita ne Il falò delle vanità (1990) di Brian De Palma. E' interprete di Glory, film drammatico sul primo battaglione di soldati afro-americani nella Guerra civile, con Denzel Washington. E’ poi coprotagonista nel bel Robin Hood – Principe dei ladri con Kevin Costner; interpreta Gli spietati di Clint Eastwood, suo grande amico, Seven di David
Che fine ha fatto Morgan Freeman?
FIncher con Brad Pitt e Kevin Spacey, Virus letale con Hoffman e nel 1995 ottiene una candidatura ai Golden Globe e contemporaneamente all’Oscar come migliore attore per il bellissimo Le ali della libertà, con Tim Robbins, tratto dal racconto di Stephen King “The Shawshank Redemption”. Ma è solo nel 2005, alla sua quarta candidatura che l’ambita statuetta dell’Accademy arriva a casa di  Morgan Freeman. L’attore viene premiato per la sua interpretazione come miglior attore non protagonista in Million Dollar Baby, diretto sempre da Eastwood. Nel 2009 interpreta il ruolo di Nelson Mandela in Invictus - L'invincibile di Eastwood, grazie al quale nel 2010 è stato nuovamente candidato all'Oscar al miglior attore, in lizza insieme a George Clooney, Jeff Bridges, Colin Firth e Jeremy Renner, risultando però battuto da Jeff Bridges con Crazy Heart.
Intanto, però, anche la vita privata di Morgan è assolutamente in linea con il personaggio: tante donne, tante figli, molta instabilità, un gravissimo incidente d’auto da cui si è salvato con tanta fortuna e, nel 2015, un’incredibile tragedia da cui per riprendersi l’attore ha avuto bisogno di tutta la sua forza d’animo, di tutta quell’energia che ha sempre contraddistinto la sua esistenza. Morgan ha avuto il suo primo figlio,  Alfonso, nel 1959, da una relazione con Loletha Adkins. Il secondo figlio, Saifoulaye, è arrivato l’anno dopo, nel 1960, da un’altra relazione. Poi due matrimoni entrambi naufragati. Il primo con Janette Adair Bradshaw dal 1967 al 1979. Da questa unione è nata la figlia Morgana, inoltre Morgan ha anche adottato Deena, figlia di primo letto di Janette. Il secondo matrimonio, con Myrna Colley-Lee, è arrivato 5 anni dopo, ed è stato il più lungo, dal 1984 al 2010. Poi, nel 2015, ecco la terribile tragedia: la nipote E’dena è vittima di un femminicidio da parte del fidanzato che la uccide a coltellate mentre urla di volerla esorcizzare da non si sa quale demone, in nome di Gesù Cristo. Riguardo a quanto avvenuto, Morgan Freeman ha dichiarato all’Hollywood Reporter: “Il mondo non conoscerà mai il suo talento e quanto lei aveva da offrire. I suoi amici e la sua famiglia sono stati abbastanza fortunati da conoscerla. La sua stella continuerà a brillare nei nostri cuori, pensieri e preghiere. Possa riposare in pace”, ma fonti ben informate riportano che per l’attore il colpo sia stato devastante. 
Ora, alla soglia degli ottant’anni, si potrebbe pensare che Morgan abbia ridotto i suoi ritmi di lavoro o, quanto meno, conduca una vita più tranquilla e lineare. Niente di più sbagliato. Solo negli ultimi due anni è stato presente in ben 9 film, tra cui Transcendence, Lucy, Ruth e Alex al fianco di Diane Keaton, la commedia Ted 2, Attacco al potere 2- London Has Fallen, Last Knights e il reboot di Ben Hur. Naturalmente si tratta per lo più di camei – altrimenti non avrebbe proprio potuto materialmente interpretare tanti ruoli – ma sono comunque sempre parti significative all’interno delle pellicole in cui appaiono.  In ogni caso, non può che farci piacere, visto che fino a quando attori come Freeman compariranno nei film, varrà sempre la pena di pagare il biglietto del cinema. 

autore / intelligo
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