Papa ad Amatrice, Adinolfi: "Ricorda le capacità di Pio XII. Niente passerelle e tanta umanità"

04 ottobre 2016 ore 16:18, Andrea De Angelis
Papa Francesco ad Amatrice, proprio nel giorno di San Francesco. Lo aveva promesso e lo ha fatto: recarsi nelle zone colpite dal terribile sisma dello scorso agosto. Un terremoto che ha causato quasi 300 vittime e almeno il doppio di feriti. Migliaia di famiglie coinvolte in un dramma storico per il Paese. 
Francesco oggi è lì e quelle immagini portano la mente al luglio del 1943, quando Pio XII si recò nel quartiere romano di San Lorenzo, devastato dai bombardamenti. Era la Seconda Guerra Mondiale. Oggi è, secondo Francesco, la “Terza Guerra Mondiale a pezzi”. Un parallelismo dunque non solo visivo. 
IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia e direttore de La Croce Quotidiano…

Forse dal luglio del 1943 non si vedeva un'immagine così forte di un Papa tra le macerie. Allora la guerra, oggi il terremoto. Che sensazioni ha provato nel vedere queste immagini?
“Sono immagini emotivamente molto forti. Ricordano davvero la capacità di Pio XII di stare in mezzo ai feriti, ai morti, ai devastati del quartiere San Lorenzo. Il Papa, anche qui come allora, arriva a sorpresa. Non c’è una preparazione, un programma. Semplicemente un uomo vestito di bianco che va in mezzo a chi soffre, con la capacità di comunicare con la sua sola presenza un elemento di speranza. Pio XII allargando le braccia strinse un’intera popolazione stremata. Francesco riesce a comunicare contemporaneamente comunione e speranza. Una comunione forte con la sofferenza dei fratelli, ma anche una indicazione chiara di speranza nel futuro. 

Papa Francesco ha invitato ad aiutarsi gli uni con gli altri. Non la semplice, preziosa solidarietà, ma una vera fratellanza. Quella che spesso si dimentica?
“Esatto, noi la dimentichiamo quasi sempre nella quotidianità. Poi queste tragedie enormi hanno un elemento che evidentemente avvicina gli uni agli altri. Anche chi non si conosce. Il messaggio fondamentale del Vangelo, quell’ama il prossimo tuo, qui diventa immediatamente chiaro. Il prossimo è chi condivide la tua sofferenza, ed anche se ti è completamente estraneo diventa un fratello. In questo c’è la radice del messaggio cristiano e il Papa con la sua sola presenza ha espresso il messaggio evangelico. 

Papa ad Amatrice, Adinolfi: 'Ricorda le capacità di Pio XII. Niente passerelle e tanta umanità'
Un Papa grande comunicatore che da un lato si muove senza che i media sappiano nulla, dall’altro dice di non essere andato prima per non creare disturbo. Insomma, altro che passerelle…
“Sì, credo che questa sia stata una modalità per certi versi unica ed estremamente intelligente. In quei giorni mediaticamente poteva esserci una visita del Papa, invece da uomo vero tra uomini che soffrono ha capito perfettamente la situazione. Così è andato senza clamore mediatico. Questa è una lezione importante anche per gli uomini di potere: devono cercare di sfuggire dalle passerelle. A volte servirebbe un po’ di umanità in più e Francesco l’ha avuta”. 

In pochi lo hanno notato, a onor del vero noi lo abbiamo scritto subito, ma oggi è San Francesco. 
“Non è una coincidenza. Patrono d’Italia, il Papa con il suo nome e quella parabola millenaria del cristianesimo che da sempre sta vicino ai sofferenti, agli ultimi, a chi non ce la fa”. 

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