Utero in affitto, tre donne contro una pratica che distrugge le donne

04 ottobre 2016 ore 17:05, intelligo
di Eleonora Baldo

Fermiamo il business dell’utero in affitto” con queste parole Toni Brandi, segretario di ProVita Onlus, ha spiegato ai microfoni di IntelligoNews le ragioni di un fronte trasversale contro questa pratica, fronte che dovrà organizzarsi al più presto. Se ne è parlato in occasione della conferenza stampa organizzata questa mattina presso la sala Nassirya del Senato e che ha visto la partecipazione delle senatrici Laura Bianconi (Ncd), Maria Rizzotti (Fi) e Donatella Mattesini (Pd), tre donne contro una pratica che distrugge le donne.

Quali sono le ragioni alla base dell’iniziativa e quali gli obiettivi che volete raggiungere?

Lo scopo è di mobilitare le forze politiche affinché si possa applicare la parte della legge 40 che vieta il commercio dei gameti e la pubblicizzazione e promozione della pratica dell’utero in affitto. Dobbiamo fermare questo business gigantesco. A tale proposito questa mattina abbiamo lanciato sul nostro sito www.notizieprovita.it una petizione in collaborazione con “Non si tocca la famiglia”, “Articolo 26”, “La Nuova Bussola” e molte altre, diretta al governo per chiedere che vengano fermate le agenzie che promuovono e organizzano le pratiche dell’utero in affitto in Italia. Chiediamo all’Italia un maggiore impegno per l’abolizione universale della maternità surrogata anche a livello internazionale.

Ritiene che l’attuale classe politica, con la maggioranza che ha approvato il Decreto Cirinnà, possa fare passi in avanti in questa direzione?

Lo spero e spero che anche le forze di opposizione – Fi, Lega e Fdi – facciano quanto in loro potere per far passare la mozione al governo. Anche se è comunque necessaria una grande mobilitazione di tutta la società per proteggere i diritti dei bambini e delle donne. Da qui l’iniziativa della petizione pubblica online.

Utero in affitto, tre donne contro una pratica che distrugge le donne

La sensibilizzazione trasversale è auspicabile. Ma c’è il rischio dell’annacquamento nel tentativo di conciliare le varie posizioni dei parlamentari.

“Il rischio è concreto. Perciò è necessario coinvolgere anche i cittadini.”

Alla conferenza stampa era presente anche Monica Sargentini – giornalista del Corriere della Sera – che di recente ha intervistato alcuni esponenti del movimento femminista mondiale contrarie alla pratica dell’utero in affitto. E’ una breccia nel fronte laicista?

“Certamente ci sarà una rottura. Il buonsenso, la ragione prima o poi prevarranno. Basti pensare che oltre al movimento femminista di recente anche l’associazionismo medico si è dichiarato contro la pratica dell’utero in affitto.”  

 

autore / intelligo
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