Il critico Sgarbi: “C'è una grossa differenza tra Papa Francesco ad Amatrice e Pio XII a San Lorenzo"

04 ottobre 2016 ore 17:15, Lucia Bigozzi
L’immagine del Papa tra le macerie di Amatrice e degli altri centri devastati dal terremoto del 24 agosto scorso, ha fatto il giro del mondo e dei social network. Francesco nel giorno della festa di San Francesco, cammina tra case fantasma, detriti ai lati delle strade, pezzi di vita e ricordi appesi a ciò che resta di soffitti o pavimenti sventrati. E’ un’immagine insolita che ribalta gli schemi, fa riflettere; esattamente come è fuori canone la decisione del pontefice, quasi di “improvvisare” la visita nei luoghi del terremoto. Altro elemento: non è stata una visita-lampo perché il Papa è rimasto a lungo, per molte ore, raggiungendo tutti i paesi colpiti dal sisma, fermandosi ai bordi delle strade a parlare con le persone. Un’immagine che richiama alla memoria un altro ‘scatto’ storico che in passato ha riguardato un altro pontefice: Pio XII. Su questo parallelismo e sul senso della scelta di Francesco di andare a incontrare di persona le famiglie dei sopravvissuti per portare conforto e sostegno, Intelligonews ha intercettato il critico d’arte Vittorio Sgarbi al quale ha chiesto un contro-scatto.

Professor Sgarbi che impressione le ha fatto l’immagine di Papa Francesco tra le macerie di Amatrice?

"Quello che deve pensare il Papa è più che la sconfitta dell’uomo, la sconfitta di Dio, cioè la morte di uomini e la distruzione della bellezza è la prova della distrazione di Dio".  

Il critico Sgarbi: “C'è una grossa differenza tra Papa Francesco ad Amatrice e Pio XII a San Lorenzo'
Ma è un’immagine che in qualche modo evoca quella di Pio XII tra le macerie della guerra oppure non ci legge alcun nesso?

"La guerra è sicuramente responsabilità degli uomini; il terremoto è invece come l’impotenza di Dio. Perché Dio non ha impedito il terremoto? Perché ha lasciato i morti? Sono immagini diverse per queste ragioni: da una parte uno porta Dio sulla guerra, dall’altra si chiede perché il suo Dio non sia stato clemente".


autore / Lucia Bigozzi
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