Giovanardi (Pdl): «Epifani vuole linciare Berlusconi? Eppure il Pd voleva fare il governo con Grillo anche lui pregiudicato»

04 settembre 2013 ore 12:01, Lucia Bigozzi
Giovanardi (Pdl):  «Epifani vuole linciare Berlusconi? Eppure il Pd voleva fare il governo con Grillo anche lui pregiudicato»
«Non vorrei che quello che non è riuscito al ventennio fascista, cioè piegare i giuristi a forzature giuridiche, riuscisse oggi al Pd ...»
Il passaggio di oggi in Giunta al Senato, serve per stabilire i preliminari in vista della riunione di lunedì. Il senatore Carlo Giovanardi, si prepara a quello che sta diventando un redde rationem tra Pd e Pdl e una pericolosa “mina” per la stabilità del governo Letta. La “colomba” Giovanardi in questa vicenda che pure tocca le corde di chi come lui ha vissuto vent’anni di berlusconismo, mantiene il proverbiale aplomb, senza sbavature, concentrandosi sui fatti.   Senatore Giovanardi, siamo allo scontro finale? Che succede lunedì? «Lunedì dovremo ascoltare il relatore che riferirà alla giunta le sue proposte in  ordine a due problemi: il primo relativo alla ineleggibilità di Berlusconi per la vicenda delle concessioni Mediaset; il secondo relativo all’eventuale applicazione della legge Severino». Vuole chiarire la posizione del Pdl che in queste settimane è sembrata ondivaga, tra ricorso alla Corte Costituzionale, richiesta di grazia, clemenza,  avvertimenti sulla durata del governo Letta? «E’ molto semplice. Berlusconi è stato condannato, si può non condividere la sentenza ma è una sentenza definitiva e, ahimè, Berlusconi dovrà scegliere tra arresti domiciliari o affidamento ai servizi sociali; infine la Corte di Appello di Milano sta ricalcolando il periodo di interdizione dai pubblici uffici: tutto questo vuol dire rispettare la legge. Il voler applicare in senso retroattivo l’incandidabilità sopravvenuta, significa stracciare l’articolo 25 della Costituzione, l’articolo 2 del codice penale, l’articolo 11 delle pre-leggi. Ricordo l’intervento alla Costituente di Giovanni Leone sulla retroattività. Qui oggi, per un fatto accaduto dieci anni fa si pretende di interpretare una norma introdotta nell’ordinamento sei mesi fa. E non lo dico io, lo sostengono autorevolissimi giuristi e costituzionalisti, tra questi Onida e Manzella che non sono certo di area centrodestra, convinti che non si possa applicare la retroattività e che, come minimo, occorre che a pronunciarsi in maniera chiara e definitiva deve essere la Corte Costituzionale». Obiezione: il Pdl la legge Severino l’ha votata. Perché sei mesi fa andava bene e ora non più? «Mi sono andato a vedere in Commissione Giustizia della quale ero membro, gli atti preparatori e il testo della legge: sfido chiunque a trovare qualcuno che abbia parlato di retroattività». Il Pd ha alzato un muro su questo, nonostante posizioni garantiste come quella di Violante. Lo stesso Epifani già la sera della sentenza Mediaset rilanciò la decadenza di Berlusconi da senatore. Andrete allo scontro finale? «Epifani ha già deciso che l’incandidabilità di Berlusconi è sopravvenuta un secondo dopo la sentenza, ma è un ragionamento totalmente infondato dal punto di vista giuridico. Berlusconi è stato condannato, la sentenza va rispettata, finirà agli arresti domiciliari, sarà interdetto dai pubblici uffici ma il Pd cosa vuole fare, vuole pure linciarlo?  Visto che la legge è uguale per tutti, ricordo che tra 60 milioni di italiani l’unico per il quale vale la retroattività è Berlusconi e lo stesso discorso vale fra tutti i deputati e senatori». Ammesso e non concesso che la Giunta del Senato chieda il parere alla Consulta, questo non sposta il problema: Berlusconi tra un  mese non sarà più candidabile. «Anche Grillo ha avuto una condanna passata in giudicato ma mi sembra che il Pd voleva fare il governo con Grillo. Che Berlusconi tra qualche tempo non si potrà ricandidare è scontato; il punto politico è sapere se il Pd è un partito diventato democratico o rimasto comunista in quanto non rispetta i principi fondamentali del diritto pur di arrivare all’eliminazione politica dell’avversario. Voglio ricordare cosa diceva Giovanni Leone…». Prego. «Mentre in Germania e in Russia i giuristi si sono piegati al diritto totalitario; in Italia un ventennio di fascismo non è riuscito a piegare i nostri giuristi a una forzatura giuridica.  Non vorrei arrivare alla conclusione per la quale ciò che non è riuscito al fascismo, riesca al Pd …». Lo chiedo alla “colomba” Giovanardi: la vicenda Berlusconi e i suoi esiti in che modo segneranno il Pdl e il governo Letta? «Sì, nel Pdl sono una colomba ma le dico che se devo prendere atto del fatto che il mio interlocutore politico che è anche mio alleato nel governo alza un muro anche di fronte alle perplessità di Violante, Onida e altre autorevoli personalità non certo vicine al centrodestra cosa devo pensare?». Risponda lei. «Che si incrinano pesantemente i rapporti politici. E non è che il capo dello Stato abbia aiutato con la nomina dei quattro senatori a vita; soprattutto la ricercatrice scientifica Cattaneo». In Giunta non avete i voti sufficienti per ribaltare gli equilibri numerici. Cosa accadrà lunedì? «Intanto lunedì Augello illustrerà la sua relazione e poi si aprirà la discussione. Pdl e Lega voteranno per un approfondimento;  ho visto Buemi che ha assunto una posizione di attesa e lo stesso Della Vedova e voglio vedere le posizioni anche all’interno del gruppo Pd». Non giriamoci intorno. Se sarà un voto sfavorevole, staccherete la spina al governo Letta? «Una cosa alla volta. Affrontiamo prima questa; poi si vedrà».
autore / Lucia Bigozzi
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