Miss Coraggio, simbolo della violenza delle donne, in finale. Come usare un dramma?

04 settembre 2014 ore 11:01, Marta Moriconi
Miss Coraggio, simbolo della violenza delle donne, in finale. Come usare un dramma?
Superate tutte le prove, è tra le finaliste come miss Coraggio. Parliamo di Rosaria Aprea, la ragazza di Macerata finita in ospedale a causa della violenza del suo compagno, che con tanto di cicatrice ha vinto la sua battaglia personale.
La finalissima in programma il 14 settembre a Jesolo avrà un volto noto, dunque. A sostenerla l'ex avvocato, Carmen Posillipo, che rimise il mandato quando la ragazza decise di non denunciare il suo compagno. Ma l'amicizia era salda e ora le due si sono riunite in vista di una conquista che per la ragazza rappresenta il suo sogno: la corona della reginetta. Miss coraggio si merita il finale e come lei tante donne che portano con sé le "cicatrici della loro bellezza" e la tv, lo sappiamo, può dargli una mano: può mostrare la loro forza di volontà e voglia di rinascita. Certo, può darsi anche una mano perché avere il simbolo della violenza sulle donne tra le proprie fila produce un ritorno mediatico da non sottovalutare. Fatto sta che tra miserie e povertà, una sola donna si merita la corona, e deve essere la più bella. Per buona pace di tutte le altre, Aprea compresa, che hanno il merito di fargli da cornice e di rappresentare anche tutte le altre.
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