Tagli alla sanità? E i ricoveri ospedalieri diminuiscono in Italia

04 settembre 2015, Adriano Scianca
Tagli alla sanità? E i ricoveri ospedalieri diminuiscono in Italia
I ricoveri ospedalieri in Italia calano del 3,2%. Secondo il Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero (Dati Sdo 2014) del ministero della Salute, nel 2014 sono state ricoverate 9.526.832 persone, per un totale di 63.129.031 giornate, con una riduzione rispetto al 2013 di circa 315 mila ricoveri (meno 3,2%, appunto) e 1.184.000 giornate (-1,8%).
 
Ancora più importante il calo nel solo Lazio, dove si è registrata una riduzione del volume di attività del -4,56%. Al contrario in Campania si sono registrati un milione di ricoveri, contro i 600mila dell'anno precedente. In Campania le persone che hanno dovuto fare ricorso alle strutture sanitarie pubbliche e private sono aumentate di oltre il 40%.

«Complessivamente – spiega il ministero - si osserva una significativa deospedalizzazione con un miglioramento dell’appropriatezza organizzativa e dell’efficienza nell’uso delle risorse ospedaliere». 

Escludendo il parto, che resta la principale causa di ospedalizzazione, i ricoveri avvengono in relazione a patologie cardiovascolari e respiratorie e a interventi chirurgici per sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori. 

Per quanto riguarda l’attività in regime diurno, la principale causa di ricovero è la somministrazione di chemioterapia con 1.529.370 giornate (-2,3% rispetto al 2013). Nel 2014 la degenza media per riabilitazione in regime ordinario è stata pari a 26,3 giorni, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (25,7 giorni), mentre la degenza media per l’attività di lungodegenza è stata di 27,7 giorni, sostanzialmente invariata rispetto al 2013 (27,6). 

Gli italiani, insomma, si ammalano meno. Oppure, ed è l'ipotesi più allarmante, i nostri connazionali fanno economia anche sulla salute. Un rapporto Istat del 2013 faceva notare che l'11% della popolazione (oltre 6 milioni di persone) aveva dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria erogabile dal Sistema sanitario nazionale, pur ritenendo di averne bisogno.
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