Operazione via Lattea, dopavano le mucche per più latte

04 settembre 2015, Americo Mascarucci
Operazione via Lattea, dopavano le mucche per più latte
L’hanno ribattezzata “Via Lattea” l’ultima operazione condotta dai Carabinieri del Nas
(Nucleo Antisofisticazioni) rivolta a stroncare un vasto traffico di farmaci illeciti che venivano somministrati ai bovini per incrementare del 20% la produzione di latte. 

Nella retata dei Carabinieri è finito un ex agente di commercio di Brescia che lavorava nel settore zootecnico, il quale era già finito nel mirino nel corso di precedenti perquisizioni effettuate nei mesi scorsi. 

Le indagini del Nas hanno portato alla scoperta di un traffico illecito di somatropina proveniente dalla Corea che arrivava poi in Italia passando dalla Spagna o dalla Svizzera. 

Un anno fa un primo blitz aveva portato al sequestro di 16 allevamenti, 4000 capi di bestiame, 55 kg di farmaci illegali, 80.000 litri di latte, 15 fiale di somatotropina, 1700 confezioni di farmaci veterinari per bovini e suini, 10 fusti per un totale di 130 litri di prodotto medicamentoso per uso veterinario. 

La seconda ondata di perquisizioni, compiuta tra Cremona, Milano, Brescia, Pavia, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Asti e Torino aveva messo nel mirino agenti di commercio nel settore zootecnico e otto allevamenti intensivi portando al sequestro di 18mila confezioni di medicinali e 1300 chili di mangime medicato. Erano inoltre state denunciate complessivamente 26 persone. 

L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al commercio e alla somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita. Secondo le indagini, quelle precedenti e quelle legate agli ultimi arresti, gli accusati trafficavano per lo più somatotropina bovina, triangolata da paesi extra Ue e venduta in flaconi e siringhe ad allevatori di bovini da latte insieme ad altri farmaci veterinari, provenienti dal mercato nero privi, quindi, di prescrizione e registrazione nonché irregolarmente introdotti in Italia, che servivano a far aumentare fino al 20% la produzione di latte del bestiame trattato. Sostanza che rischia di produrre seri  danni alla salute del consumatore. 

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