Unioni Civili, Mancuso: “Mi sento offeso, definizione ipocrita. Mio appello alla Cirinnà”

04 settembre 2015, Andrea Barcariol
Unioni Civili, Mancuso: “Mi sento offeso, definizione ipocrita. Mio appello alla Cirinnà”
IntelligoNews
Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, boccia il cambiamento, in Commissione al Senato, da unioni civili e formazioni sociali specifiche e lancia un appello alla relatrice della legge, la senatrice del Pd Monica Cirinnà.

Come giudica questo passaggio da unioni civili a formazioni sociali specifiche?

«Bisogna capire se gli emendamenti successivi faranno in modo di spacchettare gli articoli sui diritti. Per adesso questa definizione di formazioni sociali specifiche a me suona offensiva».


Perché?


«Comprendo il tentativo giuridico, ma dal punto di vista evocativo a me ricorda quasi la raccomandata con ricevuta di ritorno. In qualsiasi modo si vuole evitare di evidenziare il fatto che le coppie omosessuali sono delle famiglie. Questa è una vera e grave ipocrisia dal punto di vista culturale che non fa ben sperare, poi vedremo la legge quali diritti e doveri darà. Non è un caso che è la componente cattolica del Pd che ha proposto l’emendamento, a un laico non sarebbe mai venuto in mente di trovare una formula del genere. Qua siamo ancora a una discussione politico-culturale da medioevo. E’ gravissimo che si tenda a far passare chi fa queste obiezioni come disfattista, dissidente, per non disturbare il manovratore. Noi affrontiamo questo tema non da qualche mese ma da decenni, subendo gravi ingiustizie e soprusi sulla nostra pelle. Non ci si venga quindi a fare lezioni. Dopo di che io questa legge voglio che sia approvata e sostengo il lavoro di Monica Cirinnà».

Non ha nulla da rimproverarle?

«Certo, le rimprovero che non può reagire pubblicamente, in modo stizzito, appena uno le muove una critica. Lei è la relatrice dovrebbe preoccuparsi delle persone a cui questo provvedimento è rivolto. Non può dire che quelle modifiche al ddl sono state concordate perché è una falsità, glielo abbiamo anche fatto notare. Noi partecipiamo a quel tavolo per ascoltare ciò che il Pd decide nella sua completa autonomia, ed è giusto che sia così».

Quindi si è tratto di un incontro dove il ddl veniva semplicemente  presentato?

«Gli incontri sono stati vari con il gruppo Lgbt, messo in piedi dalla deputata  Micaela Campana che, correttamente, non ha mai parlato di mediazioni. Il Pd ha detto cosa stava facendo e noi abbiamo risposto che non ci mettiamo contro perché lo consideriamo un primo, piccolo, passo ma l’obiettivo rimane sempre il matrimonio egualitario. Non c’è stato nessun via libera. Io manifesto la mia vicinanza alla Cirinnà ma anche lei abbia un certo equilibrio nel dire le cose pubblicamente».

IntelligoNews ha appena intervistato la Cirinnà. Lei afferma che nel ddl “l’adozione del figlio del partner e la reversibilità sono intoccabili”. Cosa ne pensa?

«Vedremo, erano intoccabili tante cose che non lo sono più. Il giudizio lo darò quando la legge sarà approvata in modo definitivo prima di allora può succedere di tutto, con voti segreti, trappoloni in aula, abbiamo un’esperienza di 30 anni in questo settore, poi stapperemo lo spumante».

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