Gay, unioni civili? A Bologna c'è l'autocertificazione per famiglie omosex

04 settembre 2015, Micaela Del Monte
Gay, unioni civili? A Bologna c'è l'autocertificazione per famiglie omosex
Si chiama modulo di autocertificazione di famiglia omogenitoriale e da quest'anno scolastico a Bologna consentirà a famiglie omosessuali che hanno un bambino iscritto al nido o alle materne di superare i problemi burocratici. 

Finora era infatti necessario, da parte del genitore biologico, una specifica delega al partner in caso di necessità. La novità, annunciata dal sindaco Virginio Merola ieri sera nel corso di un dibattito alla festa dell'Unità, sarà operativa a Bologna nei prossimi giorni.

È però già possibile prendere visione del modulo promosso dall'Istituzione educazione e scuola del Comune di Bologna. Ora, dopo le polemiche su "genitore 1 e genitore 2", ipotesi ormai accantonata, Palazzo d’Accursio prova di nuovo ad andare in contro alle coppie di genitori omosessuali: da quest’anno, con l'autocertificazione, entrambi i genitori potranno fare tutto. Nei nuovi moduli "il/la sottoscritto/a" dichiareranno di voler condividere "nel ruolo genitoriale da entrambi/e assunto la relativa funzione a favore del minore". 

Basterà quindi sottoscrivere queste poche righe perché entrambi i genitori possano firmare i vari moduli scolastici (per gli istituti da zero a sei anni), autorizzare gite e rapportarsi con educatori e insegnanti.

Per il sindaco Virginio Merola è un modo "per superare gli avvilenti problemi quotidiani" delle famiglie omosex con bimbi a scuola. Ma il centrodestra bolognese dichiara guerra sul nuovo modulo studiato per includere fin da subito i partner di genitori gay nell'anagrafe scolastica, senza più necessità di una delega. 

Secondo Valentina Castaldini, consigliera comunale e portavoce nazionale del Nuovo centrodestra, si tratta di moduli "completamente inutili e fuori dall'ordinamento vigente. Nel momento in cui il Parlamento sta discutendo di un tema molto delicato fare una corsa in avanti di questo tipo ha il sapore dell'ideologia - ha continuato Castaldini- Bisognerebbe parlare di cose serie invece il modulo presentato da Merola è fuori dalle leggi dello Stato. Il nostro ordinamento tratta in modo molto seria l'anagrafe: questa ne e' una alternazione, un atto grave". 

Peraltro, secondo Castaldini, i nuovi moduli non rivoluzionano un bel nulla. "All'inizio dell'anno scolastico viene comunque chiesto chi fa le veci del genitore, quindi non si capisce l'utilità della spesa per gestire questi moduli che vengono pagati da tutti i cittadini".

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