Migranti, per gli Usa ci vorranno 20 anni. E Putin attacca

04 settembre 2015, Andrea De Angelis
La definizione di emergenza è scorretta, così come quella di urgenza. Il problema, semmai, era previsto e prevedibile da tempo, almeno per chi non fa politica come gli struzzi. 

Migranti, per gli Usa ci vorranno 20 anni. E Putin attacca
Lo sa bene l'Italia, lo sa anche l'Europa, ma a parlare sono anche spettatori sì distanti geograficamente, ma più che presenti da un punto di vista geopolitico. 

Il flusso di migranti che da Siria e Nordafrica partono per l'Europa è "un problema enorme". Ad affermarlo è il generale americano Martin Dempsey, capo degli Stati Maggiori Riuniti, riconoscendo che tra i leader militari Usa e della Nato c'è una crescente consapevolezza che si tratti di "una vera crisi".

Il flusso dei migranti verso l'Europa, ha aggiunto Dempsey in un'intervista esclusiva con 'Abc News', è stata "la questione più preminente" discussa dai capi militari di Nato e Usa in occasione delle riunioni periodiche degli ultimi mesi. Dempsey ha quindi sottolineato la necessità di affrontare - "unilateralmente" e insieme ai partner - la questione "come un problema generazionale", "organizzarci" e trovare le risorse per gestirlo "per 20 anni".

Altro che emergenza. 

Riguardo la fotografia del bimbo di tre anni morto in un naufragio al largo della Turchia, il generale ha affermato che l'immagine potrebbe avere un effetto simile a quella del 1995 dell'attacco mortale alla piazza del mercato di Sarajevo: "Mi ricordo che il mondo si è fermato e ha guardato Sarajevo".

Anche la Russia ha preso posizione. Putin è stato molto duro sulla "crisi dei migranti in Europa", ricordando che si trattava di un evento "prevedibile e che ci si doveva attendere. La Russia aveva avvertito della vastità del problema", causata, secondo il presidente russo, da come l'Ue ha "ciecamente seguito la politica Usa verso la Siria. I siriani che abbandonano il loro Paese non lo fanno per il governo di Assad ma per colpa di Isis".


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