Unioni civili, Concia: "Mancuso, in Germania contano i diritti non i nomi. Perché mi fido"

04 settembre 2015, Andrea De Angelis
Una rivoluzione. Non usa giri di parole Anna Paola Concia per commentare l'accordo sul ddl Cirinnà in merito alle unioni civili. Le parole dell'ex deputata democratica sono da un lato di fiducia nei confronti della relatrice del testo, dall'altro di stupore verso chi si mostra offeso per la definizione di "formazione sociale specifica". 

Unioni civili, Concia: 'Mancuso, in Germania contano i diritti non i nomi. Perché mi fido'
"Stepchild adoption e reversibilità sono i punti fondanti del provvedimento e anche i sanpietrini delle strada dove abito sanno che sono intoccabili" ha detto ieri Monica Cirinnà in una nostra intervista. Si fida delle sue parole?

«Credo assolutamente alle sue parole, è la relatrice, come posso non crederle. Se dice questo evidentemente sono arrivati ad un accordo, io ho fatto la relatrice e so bene che conosce gli equilibri e il quadro completo del testo». 

Al di là della battuta sui sampietrini, quei due punti sono così centrali?

«Sono davvero importanti. Lo sono tutti, ma questi hanno davvero un bel peso...».

Aurelio Mancuso invece ci ha detto di sentirsi offeso per la definizione di "formazione sociale specifica". Anche lei si è sentita offesa oppure la pensa diversamente dal presidente di Equality Italia?

«La legge è sulle unioni civili, mentre è la definizione dell'istituto giuridico a dover essere inserita per forza. Stiamo parlando del nome dell'istituto giuridico, poi quando si andrà in Comune si farà un'unione civile. Anche in Germania si fa la Lebenspartnerschaft e non il matrimonio, è normale che abbiano dovuto definire un nuovo istituto giuridico. Sono stupita di questa polemica, lo dice una che quando si è sposata qui (in Germania, ndr) voleva semplicemente che lo stato tedesco riconoscesse i miei diritti, non che entrasse nel merito della mia relazione amorosa. I diritti di una coppia che aveva deciso di condividere un progetto di vita, insieme».

Parole e definizioni a parte, siamo davanti ad una rivoluzione per l'Italia?

«Per l'Italia questa è assolutamente una rivoluzione. Questa legge cambierà la società, sicuramente è un fatto positivo, ovviamente sperando che le cose rimangano come è stato fin qui detto». 

Si fida della Cirinnà. 

«Esatto».
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