La lezione (attuale) di Papa Montini su matrimonio e figli

05 agosto 2014 ore 10:57, Americo Mascarucci
La lezione (attuale) di Papa Montini su matrimonio e figli
Il 6 agosto del 1978 moriva Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, un Papa che dopo essere stato a lungo oscurato e dimenticato, è oggi rivalutato, al punto da essere ormai prossimo alla beatificazione da parte della Chiesa cattolica. 
Non si vuole qui tracciare un profilo del Pontefice che guidò la Chiesa dal 1963 al 1978 portando a compimento il Concilio Vaticano II, ma porre l’attenzione sull’attualità della sua enciclica più famosa, la più contestata, non soltanto all’esterno ma anche e soprattutto all’interno del mondo cattolico. Si sta parlando della Humanae Vitae, l’enciclica incentrata sulla finalità procreativa del matrimonio e sul rifiuto dei contraccettivi. In quegli anni erano molte le voci progressiste all’interno della Chiesa e in vasti settori dell’opinione pubblica cattolica, che ritenevano indispensabile una discussione in seno al Concilio su questo specifico argomento, con l’obiettivo di modificare l’approccio negativo della Chiesa nei confronti dei sistemi di controllo e contenimento delle nascite. Paolo VI comprese perfettamente la necessità di un pronunciamento (anche se non erano pochi quelli che ritenevano questa questione estranea al magistero della Chiesa) e a tale proposito istituì un’apposita commissione di studio, cui affidò il compito di approfondire l’argomento, esaminando in particolare tutte le implicazioni di ordine morale e dottrinale. Commissione che in verità già era stata istituita da Giovanni XXIII, ma che Montini ampliò sia nel numero dei componenti che nelle funzioni da svolgere. La commissione a maggioranza espresse parere favorevole ad un atteggiamento meno intransigente della Chiesa, proponendo di dare via libera all’utilizzo della pillola, seppure con le dovute prescrizioni di carattere morale (da qui l’epiteto di pillola cattolica coniata dalla stampa). L’ultima parola spettava però al Papa che, dopo aver preso visione del parere della commissione, decise di scrivere l’Humanae Vitae che a sorpresa andò in direzione contraria . Paolo VI dopo approfondita riflessione arrivò a concludere che concedere l’utilizzo dei contraccettivi avrebbe comportato una disunione dell’aspetto sessuale della vita di coppia dalla finalità procreativa del matrimonio. Una responsabilità che il Papa si sentì in obbligo di scongiurare, pur sapendo che la sua decisione andava contro le aspettative di larghissima parte dell’opinione pubblica, ad iniziare dai settori modernisti della Chiesa. Montini in parole povere non volle piegare la dottrina, né tanto meno la morale cattolica, alle convenienze della società moderna. Preferì le critiche agli applausi pur di restare fedele al Vangelo, preferì deludere i tanti cattolici progressisti che avevano salutato la sua elezione convinti di aver trovato in lui un “papa rivoluzionario”, consapevole di come il compito della Chiesa non fosse quello di correre dietro alle mode del tempo ma di riconfermare l’attualità del Vangelo anche contro il pensiero dominante nella società. Oggi l’Humanae Vitae è tutta da buttare? Niente affatto, quell’enciclica resta al contrario più attuale di ieri, di fronte proprio al manifestarsi di quei rischi che Paolo VI aveva previsto, quelli cioè di una vita di coppia sempre più incentrata sul soddisfacimento delle pulsioni dell’io, sul piacere sessuale e sempre meno sulla finalità procreativa. I figli all’interno della vita di coppia non occupano più il primo posto, la procreazione non rappresenta più l’obiettivo principale, ma è diventato un aspetto del tutto secondario, quasi irrilevante se non in molti casi un incidente di percorso da evitare ad ogni costo. Beatificare Paolo VI e poi accettare che la Chiesa corra dietro alle istanze del mondo moderno, accettando le coppie di fatto, le unioni omosessuali, il divorzio, mitigando le posizioni inerenti la sessualità, appare oggi un’inaccettabile contraddizione. Perché la grandezza di Montini sta proprio nell’aver saputo difendere e rilanciare l’attualità del Vangelo in un mondo ostile, evidenziando come la dottrina non possa prestarsi ad alcun tipo di interpretazione. Anche oggi, come allora, nella Chiesa soffiano prepotenti i venti del secolarismo, gli stessi che tentarono di condizionare Paolo VI, facendogli ascoltare le sirene ammaglianti di un mondo che chiedeva alla Chiesa di adeguarsi alle sue regole. Montini seppe resistere al suono incantatore delle sirene progressiste di allora, quelle stesse sirene che oggi dalle colonne di autorevoli quotidiani vorrebbero indirizzare il corso della Chiesa convinte di aver finalmente trovato “il papa della svolta”. La svolta di Paolo VI fu quella di riconfermare l’autenticità del Vangelo proprio con la Humanae Vitae, contro tutto e tutti, un’enciclica da riscoprire e da rilanciare nel mondo di oggi, con la forza di chi all’omologazione culturale preferisce la coerenza evangelica.
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