Ebola, in Usa medico contagiato migliora con il siero ma è psicosi

05 agosto 2014 ore 11:01, Marta Moriconi
Ebola, in Usa medico contagiato migliora con il siero ma è psicosi
L'arrivo di Kent Brantley in madre patria
, il medico contagiato dal virus di Ebola quando operava in Liberia, ha fatto scattare una psicosi generale. Gli americani temono il contagio e male stanno digerendo la "mossa" del governo di aprirgli le porte per le cure. Eppure per lui si parla di possibile salvezza e mentre l'ospedale Emory University Hospital di Atlanta lo ospita per le cure (è ricoverato in isolamento) e attende ancora una persona in arrivo con lo stesso virus, là fuori inviano alla struttura una serie di mail definite«poco gentili». L'agitazione dell'opinione pubblica ha obbligato l'ospedale ad appellarsi alla compassione degli americani, quasi fossimo in tempi di carestia e di guerra. E anche il presidente Obama ha detto la sua chiedendo alla comunità internazionale di non sottovalutare la situazione e di agire in maniera coordinata. E ha annunciato che la settimana prossima, con l'arrivo dei 50 leader africani per il vertice Usa-Africa, verranno adottate le massime precauzioni: tutti saranno sottoposti a controlli speciali. E mentre il popolo viene rassicurato escludendo qualsiasi possibilità  di contagio per l’arrivo dell'Ebola sul suolo americano, le condizioni del medico stanno migliorando. Forse, questo si vocifera, l'uomo è stato oggetto di un esperimento: gli sarebbe stato somministrato un siero sperimentale anti-Ebola. Se così fosse, un finale positivo per lui, lo sarebbe anche per molti altri.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]