Si dimette presidente Pd Puglia: "Partito modificato geneticamente"

05 agosto 2015, intelligo
“Non sento più mio il Partito Democratico, ha mutato la propria pelle”. Per questo motivo Annarita Lemma si è dimessa dalla presidenza Pd della regione Puglia. 

Si dimette presidente Pd Puglia: 'Partito modificato geneticamente'
Nel sottolineare di “dissentire su troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali come scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale”, Lemma ha poi rivelato quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il caso Azzolini

Il senatore Ncd, accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere nell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza, è stato salvato dal voto dei senatori, compresi quelli democratici, che hanno respinto la richiesta d’arresto avanzata dalla procura di Trani. 

Un fatto che secondo l’insegnante dimostra come “la modificazione genetica del Pd è ormai conclamata: io penso che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative”. 

L’ex presidente Pd, come riporta Il Fatto Quotidiano, non ha risparmiato critiche anche sull’ipotesi di nuovi accordi di Governo con l’ex Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini: “Si tratta di una maggioranza parlamentare che vede il Pd sempre più garantito da componenti di centrodestra organiche o in puntuale sostegno all’azione legislativa di un governo nato in barba a qualsiasi minima regola di rappresentanza democratica”. 

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e segretario regionale del Pd ha rivolto ad Annarita Lemma un appello affinché ci ripensi e torni sui suoi passi. “Rimani con noi a continuare la battaglia assieme ai tanti compagni e compagne che ti stimano e ti seguono e che senza di te perderebbero un fondamentale punto di riferimento”, ha detto Emiliano. 

L’ex magistrato ha aggiunto: “Comprendo la tua amarezza rispetto alle contraddizioni nelle quali il Partito Democratico a volte incorre nel tentativo di completare la sua azione di governo” ma “fuori dal Pd temo non ci sia altro, se non confusione, disorganizzazione, impossibilità di continuare seriamente una battaglia politica. Ti prego dunque di tornare sui tuoi passi e di dare a tutti noi la possibilità di riabbracciarti”.

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