PA, ok alla riforma. Renzi twitta l'abbraccio ai gufi. Le novità

05 agosto 2015, intelligo
PA, ok alla riforma. Renzi twitta l'abbraccio ai gufi. Le novità
La riforma passa e Renzi manda un abbraccio ai gufi via Twitter. Il Senato ha dato l’ok definitivo alla ‘rivoluzione PA” che diventa legge con 145 sì e 97 no. Niente astenuti. L’attenzione dei cronisti e non solo, vola subito nei banchi dei verdiniani. Come hanno votato?  Nessuna sorpresa: l’Ala verdiniana vota contro, insieme a M5S, Fi Ln, Cri, Sel, Gal. 

Se la nuova Pa supera l’esame senatoriale, i prossimi passaggi sono oltre la firma del Capo dello Stato, ma soprattutto la stesura dei decreti legislativi (con annesse 15 deleghe) che rappresenta un punto strategico per rendere efficaci e operative le novità contenute nel provvedimento. 

Ma cosa cambia? Lo spettro è ampio: si va dalla digitalizzazione dei servizi al taglio delle prefetture, dalla razionalizzaizione delle partecipate pubbliche alla riorganizzazione dei ruoli dirigenziali, al processo contabile, alla cura dimagrante cui saranno sottoposte le Camere di Commercio. Ci sono alcune parole chiave attraverso le quali scorrere l’elenco delle news.

LICENZIAMENTI PIÙ “SMART”: saranno possibili e veloci. Riguardano anche il livello dirigenziale perché il criterio base che sarà seguito è quello della valutazione. Insomma, tramonta la garanzia del posto fisso anche per gli statali. Se la valutazione è negativa ci sono due opzioni: o uscire dall’amministrazione dello Stato, oppure accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Altra novità: viene introdotta la revoca o il divieto dell’incarico in settori che possono essere esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (pure se non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per quelle che vengono definite condotte dolose.  

ASSENTEISMO ADDIO. Le ispezioni di controllo sulle malattie dei dipendenti vengono trasferite alle Asl all’Inps.

DIGITALIZZAZIONE: arriva la “carta della cittadinanza digitale”. A gestirla sarà un dirigente con una delega specifica.

TRASPARENZA: al cittadino viene garantito il libero accesso ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione.

STRETTA SU PARTECIPATE: il commissariamento diventa più facile e nel pacchetto della riforma sono previste regole finalizzate a una riduzione alquanto drastica delle Camere di Commercio.

ABOLITO IL VOTO MINIMO DI LAUREA: grazie a un emendamento presentato dal Pd la notte scorsa e votato all’ultimo tuffo, viene cancellato il requisito del voto minimo di laurea per partecipare ai pubblici concorsi. 
 
FUSIONE DEL CORPO FORESTALE. E’ uno dei capitoli contestati della riforma: prevede il riordino delle forze di polizia e nello specifico sancisce l’accorpamento del Corpo Forestale con un'altra forza dello Stato.

PREFETTURE. Anche in questo caso è previsto un giro di vite, nel senso che la rete delle prefetture dislocate sul territorio sarà sottoposta a una robusta cura dimagrante. Della serie: saranno eliminati gli uffici in surplus tra ministeri ed enti di controllo.

GRANDI OPERE. In arrivo un iter più snello che inciderà sulla pratiche burocratiche attualmente previste per i cantieri. Il governo punta a dimezzare i tempi di oggi. 

UN SOLO NUMERO PER EMERGENZE: è il 112 e varrà per tutti i tipi di emergenza. Vanno così in soffitta il 115 dei Vigili del Fuoco e il 113 della Polizia. 



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